Sabrina Ferilli: “Sono un soldato con qualche curva in più”

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Il film di Paolo Sorrentino La grande bellezza è stato selezionato per entrare nella cinquina degli Oscar per il migliore film straniero. Protagonista è l’attrice Sabrina Ferilli, che interpreta Ramona, una stripteaser in fin di carriera affetta da una misteriosa malattia e che rinuncia alla perfezione estetica che l’ha contraddistinta finora. L’intervista comincia con una domanda di gossip: “E’ vero che sei incinta?”. La sua risposta è: “No, quello dipende dalla porzione in più di spaghetti che mi concedo”. Parlando invece del film, rivela: “Credo che il destino di noi attori sia legato a questa o quella pellicola e ad accettare le proposte giuste nel momento giusto e lasciarsi andare. Ho sentito che ciò che mi proponeva Sorrentino faceva parte della mia cifra, che era arrivato il momento di andare oltre gli stereotipi. Io penso sempre “Questo personaggio può fare un buon servizio a me e io al film?”. Ho sentito che questo copione era fluttuante, voleva persone che si lasciassero coinvolgere. Nel rivedermi “al naturale” ho provato una grande tenerezza. Credo che questo film sia uno sguardo affettuoso verso tutti gli uomini che vivono un insuccesso. Mi sono ritrovata in Ramona, nei suoi fallimenti, dolori e lutti. Il film è uscito a Londra, e da 10, le sale che lo proiettavano sono diventate 30; di questi tempi non è una cosa scontata. Non so se entrerà nella cinquina, ma spero che arrivi a Los Angeles perché è un grande film. Indosso anche una tuta color carne con cristalli che è mia, l’ho usata nello spettacolo La bella e la bestia. Il film è stata una grande fatica, abbiamo girato per ore di fila, di giorno e di notte: tornavo a casa alle 6 e il mio compagno Flavio Cattaneo usciva alle 7. Meglio, perché rischiavo di essere squilibrata! Dopo il cinema torno alla fiction Baciamo le mani: non ho mai pensato che la tv sia degradante. Semmai è il modo in cui facciamo le cose che può esserlo. E poi sarò a teatro: ho acquistato i diritti di un testo che vidi a Parigi, adattato da Carlo Buccirosso. Chi me lo fa fare? Nessuno: tre mesi di tournée e guadagni nulli. Me lo impongo per disciplina e spirito di sacrificio e perché la gente che mi viene a vedere lasci il teatro felice. Mi criticano perché faccio le pubblicità? Finché le fanno George Clooney e Antonio Banderas, a me non possono rimproverare nulla!”.

Fonte: Chi

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