Mika: “Non sono un criminale, essere gay non è pericoloso. Sto col mio compagno da sette anni e sogno 4 o 5 figli”

Vanity Fair

Nel suo nuovo appartamento di 200 metri quadri di Milano, il cantante Mika posa per “le migliori foto che gli abbiano mai fatto” e poi si siede sul divano per iniziare la sua intervista: “Ho cambiato così tante case, per il lavoro di mio padre, che ho imparato a non attaccarmi a niente. In Italia mi sento felice, ma mettere radici per me è un’idea surreale”. Quando gli si chiede perché ha deciso di partecipare a X Factor, risponde: “Perché no? Non so, forse ho accettato perché mi sono sentito subito a mio agio. Si mette l’accento sui concorrenti originali, non come l’edizione inglese, che tende ad omologare”. Parlando degli altri giudici, dice: “Simona Ventura? Andiamo molto d’accordo. Elio? Cerco di metterlo a disagio con biglietti con le cose più schifose e disegni quasi porno, ma lui non si scompone. Morgan? E’ quello che richiede più attenzioni, per questo parlo di più con lui. Non faremo un album insieme, stiamo pensando a una canzone”. Poi, Mika parla del suo coming out: “L’anno scorso ho dichiarato di essere omosessuale, ma le fan mi seguono sempre. Ho deciso di partecipare alle manifestazioni per la legge sui matrimoni gay perché è importantissimo. Ho convinto tutti i miei amici a venire e portarsi dietro i figli, ma è stata una battaglia molto più civile di quanto si è detto. Ottenere pari diritti per gli omosessuali è un fatto inevitabile nell’evoluzione umana, si tratta solo di buonsenso. In Italia è incredibile l’influenza del Papa; si dovrebbe chiedere: “Se l’omosessualità non è reato, allora che c’è di male nella parità dei diritti?”. Voglio sposarmi col matrimonio classico in chiesa? No. Ma voglio avere gli stessi diritti di una coppia sposata al 100%, voglio prendermi un impegno al 100%. Penso che sia giusto che io abbia dei figli? Sì, al 100%. Penso di esser grado di dare a un figlio amore, educazione, un ambiente accogliente e libero? Al 1000%. Vorrei 4 o 5 figli: vengo da una famiglia numerosa e ne vorrei una simile. Non escludo di sposarmi un giorno; il punto è che un impegno l’ho già preso: sto con il mio compagno da sette anni. Ci sono stati alti e bassi e ci siamo anche lasciati un periodo, è stato orribile. Il nostro amore si basa su umorismo, fiducia e tolleranza. Non ci vediamo tutti i giorni, ma non è un problema. Non è italiano, perlomeno non del tutto…Ma non voglio dire di più, ho sempre protetto la mia vita privata. Non mi sono mai nascosto e i tesi delle mie canzoni lo lasciavano capire. Chi insinua che il mio coming out dopo qualche anno sia stata un’operazione di marketing dice una stronzata. Ho aspettato perché non ero pronto: dovevo prima parlarne con la mia famiglia e con quella del mio compagno. In famiglia qualche crudeltà l’ho subita, ma è figlia della paura che i rapporti si rompano. Una volta un giornalista gay mi ha detto che ero uno stronzo perché non volevo dire di essere gay, ma questa pressione è bullismo, lo stesso che subivo a scuola! I bambini possono essere crudeli, anche più degli adulti, mi prendevano in giro per la mia sessualità. C’era anche un’insegnante che mi massacrava. Quando mio padre se ne accorse, andò a fare una scenata a scuola, ma lei disse che ero un bugiardo e fui espulso”.

Fonte: Vanity Fair

 

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