Christian De Sica: “A 63 anni, per ballare in teatro, sono dovuto andare in palestra!”

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Dopo il successo ottenuto a Tale e quale Show, Christian De Sica sta girando l’Italia con lo spettacolo teatrale Cinecittà: “Sono in scena per due ore, senza intervallo, canto ballo e recito. Sono dovuto andare in palestra tre volte alla settimana per prepararmi: sono pigro, non amo allenarmi, ma non avevo alternative. Ho fatto corsa e addominali. In più ho seguito una dieta: carboidrati a pranzo e proteine a cena. Sono anni che faccio diete e so come si fa: da giovane pesavo 100 kg! Andavo in palestra nel quartiere Testaccio di Roma, dove vivo. A Roma non si scompongono se trovano De Sica in palestra. Comunque, anche quando mi avvicinano, è sempre bello toccare con mano l’affetto delle persone. Sono un uomo fortunato e cerco di restituire la fortuna che ho avuto aiutando gli altri. Lo faceva mio padre e lo faccio anch’io. Guadagno bene, ma sono massacrato dalle tasse: sono arrivato a pagare il 72% di tasse sui guadagni!”. Parlando invece della vita privata, racconta: “Sono fortunato ad aver incontrato mia moglie Silvia, sorella di Carlo Verdone. Quando gli dissi che ero innamorato di sua sorella, mi rispose: “Lasciala stare, tu sei un poco di buono e lei è una ragazzina!”. Io avevo 21 anni e lei 14. Siamo cresciuti insieme e lei mi ha visto affermarmi. Questo ci ha resi più forti. Mio figlio Brando ha 30 anni e sta tentando la carriera di regista e sceneggiatore, mentre mia figlia Maria Rosa ha 26 anni, fa la stilista e ha un negozio a Milano. A Brando ho consigliato di provarci, ma se deve diventare un poveraccio che elemosina i produttori, è meglio che lasci stare. E’ lo stesso consiglio che mi diede mio padre. Su di lui incombono i paragoni con me, con suo nonno Vittorio e suo zio Carlo. Per me ci sono voluti un po’ d’anni finché mi affermassi, ma a 32 anni, con l’uscita di Vacanze di Natale, ho potuto dire a mia moglie “Se magna!”, ma mio padre non ha potuto vedere il mio successo. Nello spettacolo Cinecittà parlo anche di mio padre e di tutti i grandi attori che ho conosciuto negli studi di Roma, tra cui Alberto Sordi. Dopo dieci anni, ho finalmente trovato un produttore per il mio progetto di un film d’amore su mia madre e mio padre: si intitolerà La porta del cielo, come un film di mio padre del ’44 e io interpreterò mio padre”.

Fonte: Di Più

 

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