Lele Mora: “Mi ha salvato Dio (e la mia famiglia)!”

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Dopo esser stato condannato nel 2011 per bancarotta fraudolenta ed evasione fiscale, Lele Mora è tornato sulla scena con un’iniziativa che ha suscitato curiosità: “Per aiutare la comunità Exodus mi sono inventato una bancarella della solidarietà, coinvolgendo amici imprenditori che donano, abiti, oggettistica, accessori e li vendono dietro un’offerta libera. Questo progetto mi ha dato nuovo entusiasmo, perché il successo cresce e don Mazzi, fondatore dell’associazione, è contento come me. Mi sveglio ogni mattina alle 6, allestisco la bancarella e poi vado al mercato a comprare frutta, verdura e alimentari per l’associazione. Lavoro nell’ufficio di mio figlio Mirko, che mi dà 1200 euro al mese, poi il pomeriggio torno alla bancarella. Ogni sera penso che il giorno dopo devo essere in piedi e la mia vita oggi è completamente diversa da quella di prima: ho amato la mia attività precedente, ma non tornerei a fare l’agente delle star: il mondo dello spettacolo è finto, superficiale, pieno di egoisti. Ci sono anche persone che mi sono sempre state vicine: Platinette, Elenoire Casalegno, Simona Ventura, Mara Venier, Remo Girone e sua moglie, Sabrina Ferilli, l’agente Lucio Presta. Nel mio futuro vedo la scrittura: ho già pubblicato un libro ed è andato bene. Ora sto lavorando ad un libro che racconterà tutta la mia vita e uscirà nel 2016. Qualcuno ha paura di quello che potrò raccontare: non nasconderò niente, scriverò tutto ciò che facevano per avere qualcosa in cambio e cerco un editore serio. Nel frattempo mi hanno contattato due registi per portare la mia storia sugli schermi. Ora ho riscoperto i miei figli e la mia famiglia, compresa mia madre. I miei rimorsi riguardano loro, perché quando ero in carcere li vedevo stare male per me. Ho ancora degli strascichi di depressione, di cui ho sofferto negli ultimi anni e se mi dimentico dei medicinali vado in tilt. Questi medicinali mi impediscono di avere desideri sessuali: sono tre anni che non ho rapporti, né storie. Ma non voglio averne. A 60 anni non ho bisogno di storie: l’amore più importante è quello per Dio, che prego ogni sera, e per la mia famiglia”.

Fonte: Visto

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