Sarah Nile e il peso della censura: censurata l’installazione artistica dell’ex gieffina alla ‘Esposizione Triennale di Arti Visive’

Sarah Nile

Non tutti lo sapranno ma l’ex concorrente del Grande Fratello 10 ed ex Playmate di Playboy Sarah Nile oltre ad essere oggettivamente bellissima, il che non guasta mai, ha anche una spiccata vena artistica. Da anni infatti, già da prima che diventasse popolare con il reality di Canale 5, è una copista specializzata nel riprodurre falsi d’autore e aveva già esposto le sue opere sia in Italia che in Spagna, dove ha vissuto per qualche anno per stare accanto al fidanzato spagnolo dell’epoca.

In questi giorni la Nile si trova in Messico con Veronica Ciardi per conoscere le fan messicane che da anni affettuosamente le seguono ma ieri una brutta tegola, metaforicamente parlando ovviamente, le è caduta sulla testa. Per la prima volta infatti avrebbe dovuto esporre alla Triennale Di Arti Visive 2014, una manifestazione organizzata presso l’Università La Sapienza di Roma dall’associazione La Rosa Dei Venti con la direzione artistica del Conte Daniele Radini Tedeschi, una sua opera originale che però, come si legge dal seguente comunicato rilasciato dall’organizzazione e riportato sulla pagina Facebook della gieffina, ha destato non poco scalpore ed è stata quindi “censurata” ovvero spostata in una sede meno soggetta a pressioni istituzionali di un certo tipo.

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L’installazione, stando alle segnalazioni di chi ha potuto vederne fino ad ora solo alcuni stralci, dovrebbe (e il condizionale è assolutamente d’obbligo) raffigurare la scritta STOP rivestita da articoli di giornale che raccontano storie di violenza sulle donne e forse anche sui minori. Presente inoltre dovrebbe essere anche un coltello, non si sa bene ancora a rappresentare che cosa, e del sangue (ovviamente fittizio). In effetti se la Nile ha toccato il tema della pedofilia ad opera anche dei membri ecclesiastici è comprensibile che sia stata mal digerita. Sotto il comunicato ad ogni modo i fan, i familiari e gli amici (tra cui il papà Ivan e la stessa Ciardi) le hanno fatto sentire il loro supporto, soprattutto perché era la prima volta che avrebbe esposto un lavoro inedito da lei interamente pensato a realizzato, e non una riproduzione di quadri già noti.

Vi sembra giusto che nel 2014 ancora non sia possibile affrontare certi temi senza incorrere in censura o richiami dall’alto e dover ricorrere a fondazioni private per poter esporre le opere o le idee un po’ più controverse? E questo non riguarda solo il campo dell’arte pittorica o scultorea nello specifico, ma anche molto più banalmente la televisione; basti pensare infatti a quello di cui non si può parlare o non si può trasmettere sulle reti di stato ma che si può fare liberamente sulle reti indipendenti. Voi che ne pensate?

AGGIORNAMENTO – Nella giornata di oggi Sarah Nile si fa viva su Facebook per esternare il suo disappunto. Nel trasferimento dall’ Università La Sapienza di Roma al Museo Venanzo Crocetti purtroppo gli organizzatori nel riallestire il tutto si sono dimenticati di inserire un pezzo fondamentale, ovvero il telo raffigurante la scritta SOUL che potete vedere nell’immagine sottostante. Davvero un debutto amaro per lei!

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Un commento

  1. Censurare un’opera è il modo più rapido per trasformare un’artista in un eroe :emo23

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