Sergio Muniz: “Per soldi ballavo sul cubo e non ero un bravo studente. Ora faccio i compito con la mia piccola!”

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Già vincitore dell’Isola dei famosi, Sergio Muniz è tornato in tv con Si può fare, dove anche se non ha ottenuto la vittoria, ha fatto una bellissima figura col suo fisico scolpito nelle sue performance atletiche. Ma se lì ha fatto tesoro dei consigli dei coach, per lui non è sempre stata così: “Da piccolo ero uno studente pessimo! Non essermi concentrato sui libri rimane uno dei rimpianti della mia vita. Ma sono convinto che se non si trotta da giovani, bisogna galoppare da grandi e oggi mi do ad ogni mio progetto con grande testardaggine e serietà. Ho cambiato scuola tre volte, ma c’è da dire che il sistema scolastico spagnolo allora non era eccellente e ne è la prova il fatto che il 30% della popolazione raggiunge il livello d’istruzione minimo. Ora che mia figlia Giorgia è alle prese con le prime nozioni, posso ancora aiutarla con i compiti, ma man mano che crescerà saranno al di là delle mie possibilità! A 16 anni aiutavo mio padre al mercato della frutta: i muscoli me li sono fatti lì, mica in palestra! Ho cominciato a lavoricchiare nella moda a vent’anni, ma i guadagni non erano molti, così ho cominciato anche  a ballare sul cubo. E pensare che ho un animo da rockettaro e non amo le discoteche! Ora faccio un mestiere più difficile: il papà. Il mio lavoro mi porta ad essere spesso lontano da casa, ma per la mia bimba cerco di essere presente il più possibile. Giorgia mi ha seguito in tv, e si è anche arrabbiata per le puntate in cui non ho vinto! Io le ho spiegato che non è importante vincere, ma impegnarsi per fare bella figura. Chissà se l’ho convinta!”. E quando si parla di possibili ritorni futuri in tv, commenta: “Al festival di Sanremo c’è Carlo Conti, ma non credo che mi potrete vedere lì a rispolverare la mia passione per la musica. Un ritorno all’Isola? In realtà mi sembra qualcosa di obsoleto, come il Grande fratello: è bello per le prime edizioni, poi è sempre lo stesso schema che si ripete. Certo, a comandare è lo share, ma credo che si potrebbe tentare qualcosa di più!”

Fonte: Top

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