Veridiana Mallmann: “Io, brasiliana discendente da tedeschi, gioisco per la Germania e piango per il Brasile!”

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L’ex Velina Veridiana Mallmann è nata e cresciuta in Brasile, ma è di origini tedesche. Così, per lei, i Mondiali di calcio, sono finiti piuttosto bene: nonostante la bruciante sconfitta del Brasile contro la Germania (partita terminata col punteggio di 7 a 1), lei ha visto comunque le due terre del suo cuore in finale: “Tutto sommato hanno vinto i migliori, la Germania ha dimostrato cos’è il vero calcio: una squadra giovane, superiore alle altre tre sotto il profilo tecnico. Io sono contenta di com’è andata, perché in me scorre anche sangue tedesco: siamo tedeschi trapiantati in Brasile da tre generazioni e io e i miei parliamo tedesco a casa. Naturalmente tifavo Brasile, ma possiamo consolarci di aver perso malamente contro i campioni del mondo. Ero molto arrabbiata per quel 7 a 1: nel calcio ci sta perdere, ma non facendo una figura così. Quando ho visto i cinque gol in 20 minuti mi sono scese due lacrime e ho dato un pugno contro il muro per la rabbia. I giocatori della Nazionale, che sono titolati, non avrebbero dovuto lasciarsi andare così, subire un’umiliazione simile, che si ricorderà negli annali del calcio. I Brasiliani sono giustamente arrabbiati, hanno fatto la rivoluzione per strada e sono d’accordo con loro. I biglietti per la partita costavano tantissimo, l’equivalente di 1000 euro e c’è chi non è andato in vacanza per non perdersi quel momento storico. Dopo il primo tempo ho parlato su Skype con i miei genitori, che guardavano la partita con una cinquantina di amici, ed erano tutti sconvolti. Molti sono scesi in piazza a ribellarsi: è inaccettabile che calciatori pagati milioni non si siano nemmeno impegnati. A quel punto ero più orgogliosa dell’Italia, che, perlomeno, ce l’ha messa tutta! La sconfitta brucia ancora, ma bisogna ripartire da zero. La mia consolazione è che il mio Paese ha saputo accogliere tutti e che l’organizzazione ha funzionato. Abbiamo dimostrato di avere un peso economico nel mondo e ne sono orgogliosa. Dei giocatori, invece, no!”

Fonte: Top

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