Fattore M: spazio dedicato a Marco Mengoni. Collaborazione discografica con Elisa? Un messaggio universale di pace

Marco Mengoni

( rubrica a cura di Valentina P. )

Salve a tutti! La premessa di questa settimana è: siamo a fine luglio. Quindi oltre a dormire io e i miei neuroni, dorme anche la vita pubblica del Mengoni. Dove il nostro eroe si trovi al momento, infatti, non è dato saperlo: se barricato in uno studio di registrazione oltreoceano, o spaparanzato sulle spiagge dorate in qualche punto del globo meteorologicamente più fortunato di noi. Sta di fatto che dopo l’intervento in occasione del Lucca Summer Festival, quando Marco è salito sul palco di e con Elisa – deliziandoci con la sua meravigliosa voce ed un’interpretazione da brivido di “Hallelujah” di Cohen – non vi sono state novità di rilievo sugli ultimi sviluppi del suo percorso lavorativo. Tranne una piccola, grande indiscrezione, rimbalzata nei giorni scorsi in maniera del tutto unofficial su vari blog in rete, ma riportata anche dal più attendibile sito di Radio 105, secondo cui pare – e dico pare – che ci sia in ballo una collaborazione musicale tra il nostro e la talentuosa cantautrice friulana. Una collaborazione per un nuovo brano, da inserire nell’attesissimo prossimo album del Mengoni, e che potrebbe essere non solo canora, ma anche (e soprattutto) compositiva. I due non sarebbero nuovi al lavoro di squadra: ricordiamoci che Elisa e Andrea Rigonat (suo compagno/chitarrista/arrangiatore ecc ecc) sono stati i produttori artistici del meraviglioso “Tour Teatrale 2012”, a mio parere la migliore tournée in assoluto portata in giro da Marco dall’inizio della sua carriera. E questo per me significa che la Toffoli conosce la vena artistica e lo stile del nostro, e dunque non si sognerebbe mai di proporgli una roba tipo “Bellissimo” (giusto per fare un esempio horror a caso). Ribadisco che per adesso si tratta ancora di rumors e indiscrezioni. Una cosa è certa: Elisa non è nuova a collaborazioni di tipo autorale, quindi il fatto che co-scriva un pezzo con il Mengons mi pare uno scenario assolutamente verosimile. Per quanto riguarda un probabile brano da cantare in coppia, devo ammettere che nonostante – quante volte l’ho già ribadito? – io non impazzisca all’idea di sti benedetti duetti, i risultati lusinghieri del Lucca Summer Festival mi hanno fatto venire una certa acquolina in bocca. Quindi why not?

Messe da parte queste indiscrezioni ancora prive di fondamento, ci tengo a riportare che qualche giorno fa Marco ha rotto il silenzio sulla sua pagina ufficiale, con un intervento verosimilmente ispirato al conflitto israelo-palestinese, che si è violentemente riacutizzato nelle ultime settimane, facendo migliaia di vittime civili specie nella striscia di Gaza. Un intervento “indiretto”, delicato e sensibile il suo, per il quale ha scelto di prendere in prestito le parole del Mahatma Gandhi, per ribadire con un’immagine semplice ma incisiva la sua contrarietà alla violenza:

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Marco non è mai stato molto diretto quando si tratta di temi politici, non è molto propenso ad assumere (almeno pubblicamente) posizioni nette, ma in compenso è molto attivo sul piano etico e morale. Da persona sensibilissima qual è, è sempre in prima linea quando si tratta di sostenere una causa, o portare alta una bandiera. Il tema ecologico è senza dubbio uno dei suoi cavalli di battaglia, ma anche in tempi non sospetti, agli albori della sua carriera, il nostro non rinunciava mai a lanciare dal palco messaggi in cui inneggiava alla pace, all’amore, e soprattutto alla sua adorata libertà. E poi basta ascoltare anche le “sue” canzoni: niente risentimenti amari, niente esasperate negatività; solo sentimenti costruttivi, al massimo qualche timida malinconia o desiderio di riscatto, ma il tutto assolutamente rappresentativo di un uomo – eh sì, perché dietro le parole, c’è l’uomo che sente, pensa e scrive! – che concepisce la vita come un grande e pacifico abbraccio universale. E questo si coglie, dai comportamenti quotidiani, ma anche dalle parole.

Dopo quest’accurata disamina sul Mengoni etico, e prima di chiudere questa rubrica estiva, lascio una piccola traccia in musica. Questa settimana, vi propongo la ri-visione di uno dei videoclip musicali più controversi della videografia mengoniana. Sto parlando di “Dall’inferno”, terzo e ultimo singolo estratto dall’album “Solo 2.0”. Un brano dal significato contorto, ispirato alla storia di Jack Lo Squartatore, il cui video riporta una serie di scene nate direttamente nella testa (e nei sogni) del Mengoni. Tinte fosche, immagini sovrapposte e scenari onirici, il tutto per dipingere inquietudini e tormenti interiori che ci affliggono in determinati periodi della nostra esistenza (“l’invisibile male al cuore che io sento”). Fantastico!

Alla prossima! Valentina

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