Lele Mora: “Mio caro Fabrizio Corona, Nina Moric mi ha detto che ti ama ancora!”

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Fabrizio Corona è stato condannato per vari reati a 13 anni di carcere. Dopo l’ultima volta in tribunale, però, l’ex re dei paparazzi ha dato vita all’ennesima scenata, mettendosi ad urlare mentre gli agenti di polizia lo portavano via. Così il suo ex agente, Lele Mora, che è anche molto amico dell’ex moglie di Corona, Nina Moric, e che come lui ha affrontato la detenzione, ha deciso di scrivergli per dargli consigli su come superare questo brutto periodo: “Caro Fabrizio, so che in carcere arrivano i giornali e che leggerai questa lettera. Immagino che ti renderai conto che non ci parliamo dal 2009 e ti starai chiedendo cosa voglia da te. Non ho altri scopi, se non quello di provare a riavvicinarmi. Nel 2009 mi sono allontanato da te per non crearti altri guai, perché il nostro rapporto era diventato troppo stretto. Non c’è mai stato sesso tra noi, ma c’erano dei sentimenti in ballo, troppo affetto da parte mia nei tuoi confronti, una situazione difficile che poteva finire solo se io mi fossi allontanato. Ora sono passati anni e sono successe tante cose e voglio darti consigli su come affrontare il carcere: il modo migliore è avere un obiettivo. Tu hai due obiettivi: rivedere tutti i giorni tuo figlio Carlos Maria e la tua ex moglie Nina. Immagino che il riferimento a lei ti stupirà, ma credimi, lei ti ama ancora moltissimo e sono certo che tornerete ad essere una coppia. Da quando vi siete lasciati, nel 2007, lei ha cambiato diversi fidanzati ma non ti ha dimenticato. Lo so perché la vedo spesso, per lei sono un punto di riferimento. Nei suoi momenti tristi mi ha chiesto consiglio e questo significa che si fida di me e che il nostro rapporto di amicizia è vero. Io voglio bene a tuo figlio, che mi chiama “zio” e per lui ti consiglio di rigare dritto in carcere se vuoi ottenere i benefici della buona condotta. Ho visto le scene mentre urlavi. Non si fa: crei solo scalpore! So che è tremendo quando ti tolgono la libertà, ti stronca psicologicamente. Io sto ancora andando dallo psicologo. Però, caro Fabrizio, hai commesso degli errori stupidi e ne stai pagando la pena. So che non sei una persona religiosa, ma ti consiglio di parlare col cappellano del carcere: don Antonio mi portava ogni settimana l’ostia della comunione e con lui mi confessavo. Cerca di essere sempre disponibile con tutti, anche questo è difficile, ma è un atteggiamento che ti aiuta. Sei un uomo intelligente, abbandona il personaggio che ti sei costruito, smettila di fare il “cattivo ragazzo”. Secondo me soffri di disturbo bipolare, che ti ha portato ad avere deliri di onnipotenza che ti hanno portato a voler accumulare soldi. Io ti ho conosciuto nel 1998, quando eri un ragazzo dolcissimo. Torna ad essere quel Fabrizio”. Infine, conclude: “Io spero che tu possa provare presto la gioia che ho provato io quando sono uscito e mi si è riempito il cuore di gioia e di luce, una luce che si era spenta entrando in carcere. Quando sono entrato ero un ragazzo, ma sono uscito uomo. Un uomo che sa dare consigli, come quando tu sei venuto a lavorare da me. Un ultimo consiglio: rispetta la polizia penitenziaria, perché con il rispetto che avrai verso di loro, guadagnerai il rispetto verso di te”.

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