Nicola Savino ha perso il papà: “Spero che da lassù mi aiuti a essere una persona migliore!”

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“La vita è un happening. Francesco Savino, il migliore”. Con queste parole, il conduttore Nicola Savino ha detto addio a suo padre su Twitter. “E’ un periodo difficile per me. Vado in chiesa spesso e ho imparato a pregare molto. Ma credo sia scritto da millenni nel Dna per ognuno di noi: quando si perde un genitore, bisogna svegliarsi e trovare la forza per andare avanti da soli. Io credo che il lutto mi abbia cambiato e reso una persona migliore. Mi auguro che questo cambiamento venga percepito dal pubblico che mi segue e non solo. Mia madre voleva che mi laureassi in Medicina, ma sono riuscito a dimostrarle quanto mi piacesse questo mestiere e quanto mi impegnassi. Almeno fino all’anno scorso, quando, purtroppo, è morta. I miei genitori desideravano che prendessi il “pezzo di carta”, ma già a 18 anni avevo capito che era questa la mia strada. Da adolescente passavo le giornate in radio e avevano capito che vivevo per quello. Ma d’altronde, per loro, più dello studio, era importante che fossi una persona onesta e perbene. Nel mondo dello spettacolo bisogna difendersi, ma non necessariamente attaccare, ed è la stessa cosa che accade negli uffici o in altri luoghi di lavoro. Sono lusingato e fiero di continuare la mia avventura a Quelli che il calcio: credo che il pubblico apprezzi il tono leggero del programma, che io definisco ‘sano cazzeggio’!”. Quando gli si fa notare che le precedenti conduttrici, Simona Ventura e Victoria Cabello, sono entrambe diventate giudici di X Factor e potrebbe succedere anche a lui, risponde: “Nel 2011 ho fatto un’esperienza traumatica con Star Academy: non ero pronto a quel tipo di programma. I concorrenti erano bravi, ma purtroppo a me non arrivava niente: davo tutti voti bassi e tutti si stupivano del mio atteggiamento”. Infine, parlando della famiglia, racconta: “Mia moglie Emanuela protegge nostra figlia Matilda dalla mia megalomania: cerchiamo di proteggerla dalla mia vita professionale. Non desidero che lei subisca i miei successi, o i miei insuccessi. Ho parlato di megalomania, ma forse è più narcisismo: è la benzina di questo lavoro”.

Fonte: Nuovo

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