Luca Argentero: “Ecco la differenza tra me e Raoul Bova: lui…soffre di più!”

Cronaca rosa

Lanciato dal Grande fratello 3 ormai oltre dieci anni fa, Luca Argentero è ormai uno degli attori più desiderati del cinema italiano. Al momento è sul piccolo schermo con Ragion di stato su Raiuno, mentre al cinema è uscito Fratelli unici, dove interpreta Francesco, il fratello di Pietro, interpretato da Raoul Bova: “Non stimo per niente il personaggio di Francesco, soprattutto per come si presenta all’inizio: è irresponsabile e sfugge alle regole, ha un pessimo rapporto coi sentimenti, forse non ha mai amato ed è il motivo per cui lui e Pietro fanno tabula rasa intorno a loro. I due non si considerano più fratelli, ma grazie alle parole di un bambino iniziano un percorso di rieducazione sentimentale. Io e Raoul ci siamo trovati subito e ci siamo raccontati i nostri fatti personali come se fossimo due persone che si conoscevano da una vita. Così come quando devi fare il meccanico in un film vai un paio di settimane in officina e capisci cosa vuol dire fare il meccanico, allo stesso modo se devi fare due fratelli, cerchi di creare un rapporto. Credo che lasciarci parlare sia stata una geniale intuizione del regista Alessio Maria Federici. Ho colto una differenza sostanziale tra me e Raoul. Di lui mi aspettavo fosse un professionista, dopo vent’anni sul set, ma non mi aspettavo una tale sensibilità che ha dimostrato come essere umano, più che come attore. Io, invece, mi lascio scivolare le cose addosso, ho sviluppato uno scudo, anche se soffro pure io; lui è più ricettivo, soffre di più. Come fratello sono iperprotettivo, iperamoroso e mia sorella mi vede proprio come il fratello maggiore da chiamare quando hai un problema”. Quanto all’ultima fiction, Luca spiega: “Sono orgoglioso perché credo che trasparirà l’impegno e lo sforzo profuso. Siamo andati nel deserto e abbiamo raccontato cose che leggiamo sui giornali. Il Medio Oriente è una zona sempre calda, quindi mostriamo cose che a volte non sono nemmeno sui giornali: raccontiamo la vita di persone che non vengono ringraziate perché non possono rivelare ciò che hanno fatto. E’ stato bello avere un fucile finto in mano e giocare a quello che normalmente è una tragedia dei giorni nostri. Raccontiamo quelle persone che lottano, che combattono e che rimangono nell’ombra perché non si possono raccogliere i meriti del loro lavoro.

Fonte: Cronaca rosa

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