Fattore M: spazio dedicato a Marco Mengoni. Marco interpreta “C’è tempo” di Fossati a “Che tempo che fa”

Marco Mengoni

( rubrica a cura di Valentina P. )

Salve a tutti! Faccio proprio fatica oggi, a scrivere questa rubrica. Fatica “positiva”, perché la mia già forte “fannitudine” è stata decisamente messa alla prova nei giorni scorsi. E ne è uscita più rafforzata che mai.

Ma partiamo dall’inizio. Settimana sanremese appena conclusasi. Canzoni e personaggi, sul palco dell’Ariston. No, Marco non c’era, ma il suo spettro ha aleggiato per tutta la durata del festival, con un picco nella fatidica serata delle cover, quella in cui ogni concorrente ha portato sul palco un pezzo storico della tradizione festivaliera. Come penso sappiano anche le pulci ormai, Mr. Mengoni ha effettivamente vinto la 62esima edizione del Festival della canzone italiana venerdì 15 febbraio 2013, quando portò sul palco di Sanremo una delle reinterpretazioni più struggenti della storia della musica italiana (sì, sto volutamente esagerando. Ma lo penso). Sto parlando di “Ciao amore ciao”, brano del 1967 di Luigi Tenco, magistralmente riproposto dal mio, dal nostro Marco in quella sera di febbraio. Teatro in visibilio, critica entusiasta, complimenti a profusione dalla famiglia e dal Club Tenco. Ho ancora i brividi a ripensare a quel che accadde, e ai pianti che mi feci in quella stanzetta buia, lontana da casa (per chi volesse riascoltarlo, QUI). E a un anno di distanza (2014), al Mengoni fu concesso l’onore di aprire la serata delle cover, stavolta da superospite; e in quell’occasione il nostro scelse di riproporre “Io che amo solo te”, pezzo del 1962 di Sergio Endrigo (QUI l’audio). Altra esibizione pazzesca, memorabile (forse non quanto la prima, ma comunque strepitosa).

Ebbene, tutto questo preambolo per dire che quest’anno a Bianca Atzei e ai Caro Giacomo… ehm, i Dear Jack, entrambi concorrenti della 65esima edizione del Festival, è venuta l’infelicissima idea di proporre rispettivamente –nella serata delle cover– proprio i due pezzi succitati. E a prescindere dal mio personale gradimento, il problema è che le loro scelte hanno inevitabilmente richiamato paragoni poco lusinghieri. Non da parte mia, eh? Da parte di critica e addetti ai lavori, che hanno impietosamente messo a confronto le esibizioni. Per la serie: come farsi autogoal.

Detto ciò, nella serata finale della kermesse, mentre i concorrenti del festival scaldavano i motori, Marco era ospite di “papà” Fabio Fazio a “Che tempo che fa”. Per un’iniziativa a dir poco bellissima. Sto parlando di “Note al museo”, rubrica durante la quale, settimanalmente, un interprete viene invitato a esibirsi in una location ad alto contenuto “artistico”. Nella fattispecie, Marco si trovava nell’incantevole cornice della Pinacoteca di Brera, a Milano, tra Fiumana di Pellizza da Volpedo ed il bacio di Hayez. Un sogno. E il nostro Marco, emozionatissimo e appollaiato su di uno sgabello, ha fatto una scelta in stile Mengoni. Ha deciso di esibirsi – accompagnato da violino e pianoforte – sulle note di “C’è tempo” del maestro Ivano Fossati.

Inutile dire che il turbamento che ho preannunciato a inizio rubrica, è stato cagionato – quanti paroloni oggi! – proprio da questa meravigliosa, indimenticabile esibizione, che resterà marchiata a fuoco nella mia mente per lungo, lunghissimo tempo.

Video

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F: “Marco, perché hai scelto questa canzone?”
M: “Ho scelto questa canzone perché era la canzone che non avrei mai voluto cantare in vita mia. E invece è successo. Bisogna superare un po’ le nostre paure”.
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Marco tremava su quello sgabello, e io tremavo sulla mia sedia, a casa. E non so se capita anche a voi, quando lo ascoltate, ma io trovo la sua comunicazione potente, travolgente, limpida. E gli applausi in studio, l’entusiasmo incontenibile di Fazio nei suoi confronti, sono l’ennesima conferma alle mie sensazioni. QUI il link all’app ufficiale, con un post molto dettagliato dedicato all’’evento.

Prima di chiudere, direttamente dal sito TicketOne, ripropongo l’elenco delle tappe del #Mengonilive2015: QUI. Inutile dire che le vendite vanno a gonfie vele, e che molte date si stanno inesorabilmente avviando verso il sold-out.

Alla prossima!

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