Marco Masini: “Ho sbagliato tanto, ma ora è tempo di…raccolta!”

Top

Sono passati 25 anni dalla prima volta che Marco Masini ha partecipato al Festival di Sanremo, con il brano Disperato, e undici da quando ha vinto con L’uomo volante. Quest’anno, invece, si è aggiudicato il sesto posto con la sua canzone Che giorno è.Questa canzone racconta la forza di ricominciare. Un brano che non si limita alla storia di una coppia, ma può essere riferito a ciascuno di noi, alla voglia di rialzarsi tutte le volte che si cade. Tutti vorremmo ricominciare daccapo e cancellare il nostro passato, le nostre paure. Una positività, questa, che è figlia di una paura adolescenziale che ha portato a un crollo psicologico e a trovarsi soli. E a questa solitudine segue una rinascita. Venticinque anni fa, partecipai in modo istintivo, come spesso mi è accaduto. All’epoca c’era una generazione smarrita dentro se stessa, per mancanza di punti di riferimenti: ecco cosa gridava quella generazione“. Quando gli si chiede chi l’ha colpito tra le Nuove proposte del Festival, risponde: “Ho apprezzato molto Rakele, che ha dimostrato di avere una sua dimensione artistica, è apparsa nuova e credo potrà andare avanti. Il vincitore Giovanni Caccamo è in buone mani, quelle di Caterina Caselli, forse l’ultima talent scout rimasta che investe molto sui giovani. Mi sono piaciuti molto anche i Kutso“. E dei talent show, cosa ne pensa? “Sono una grande invenzione, altrimenti non avrebbero funzionato. Negli anni ’70 chi conseguiva un grande successo era preparato ad affrontare ciò che sarebbe arrivato dopo, perché aveva alle spalle produttori, discografici, direttore artistico e uno staff pronto a seguirlo. Oggi invece è tutto un po’ approssimativo. Ho visto tanti ragazzi uscire dai talent e bruciarsi magari dopo una sola canzone. Quello che spero è che prima di sfornare artisti, si torni a sfornare dei nuovi produttori. Oggi il più grande genio della produzione italiana è Maria De Filippi“. Infine, quando gli si chiede un bilancio di questi 25 anni di carriera, risponde: “E’ presto per fare un bilancio! Ma ho la consapevolezza di aver sbagliato tanto e ogni errore è stato un modo per arricchirmi di forza, per ricominciare, per risalire. Il mio ultimo album, Cronologia, non rappresenta solo una raccolta antologica: partendo da Che giorno è, scava indietro nella mia adolescenza musicale. Contiene alcune chicche come la sigla di un cartoon giapponese e una canzone scritta dai miei fan per incitarmi a tornare in scena quando, anni fa, ho vissuto un momento difficile“.

Fonte: Top

About Edicola

Inserisci un commento

Not using HHVM