‘L’Isola dei Famosi 10′: l’opinione di Isa sulla semifinale

L'Isola dei Famosi 10

E niente, alla fine, come in ogni reality italico che dio comanda, si arriva alle porte della finale e tutti i personaggi che hanno dato un senso al programma sono già stati ampiamente fatti fuori. E’ un classicone, 13 anni di Grande Fratello e 10 anni di Isola dei Famosi ma la musica non cambia quasi mai: i personaggi che si espongono, che litigano, che discutono, che inciuciano, che, parliamoci chiaro, ci danno di che chiacchierare finiscono per scatenare sentimenti, per stare sulle balle e per istigarci a mandarli fuori. Quelli che, invece, stanno zitti, buoni, muti, vivono nell’ombra e al massimo appaiono ogni tanto mostrarci la loro senZiBBilità/simpatia/umanità/onestà, zitti zitti e cacchi cacchi arrivano dritti alla fine e corrono pure il rischio di vincere. E’ sempre stato così, fin da quando i reality sono stati introdotti in Italia con la prima edizione del GF: ci sono dubbi che la prima edizione fu solo ed esclusivamente Pietro Taricone? Eppure… L’undicesima edizione del GF (ovvero una delle più amate e seguite)? Tutti la ricordiamo per la “stronzaggine” di Guendalina Tavassi e Davide Baroncini che da soli hanno fatto 3/4 di programma e alla fine vinse Andrea Cocco che per mesi e mesi non aveva fatto altro che soffriggere cipolle e pelare patate. O la prima edizione dell’Isola, vinta dall’inutilissimo Walter Nudo? Persino Sergio Muniz, uno dei miei vincitori preferiti per garbo e tenacia, oggettivamente aveva dato poco ad una edizione che tirò integralmente avanti grazie alla meravigliosa follia di Antonella Elia. Insomma, è una regola dei reality: meno ti esponi più vai avanti, più ti metti in gioco più corri il rischio di stare sulle palle e di essere silurato anzitempo.

E così tutti i personaggi che in questa Isola targata Mediaset ci hanno dato almeno un pochino di che discutere sono già a casa, da Pierluigi Diaco (senza il quale nelle prime 2/3 puntate ci sarebbero state le balle di fieno rotolanti) passando per Rachida Karrati fino ad arrivare ad Alex Belli. Ecco, io ad esempio per motivi vari Alex l’ho digerito pochissimo e mai e poi mai lo avrei voluto come vincitore ma lui, per me, la finale la meritava sia per quanto si è reso utile all’interno del gruppo in termini pratici sia per il fatto di essere comunque stato protagonista, nel bene e nel male (ok, forse più nel male) di intere puntate. Per le stesse ragioni sono tutto sommato contenta che fino alla fine sia arrivato Rocco Siffredi che con tutti i pregi e difetti mostrati di quest’Isola è stato un protagonista e non una semplice comparsa. Leggo i commenti sul web e sembra di stare a parlare di Satana eppure pochi si rendono conto che alla fine tocca proprio parlare di lui per suscitare nei commentatori un po’ di sentimenti e un po’ di pepe altrimenti ci sarebbe l’abbiocco generale. I veri personaggi sono quelli che suscitano reazioni, quelli che hanno una personalità tale da portarti ad adorarli o a odiarli, quelli che magari tanto ti stanno sulle palle che tra qualche anno te ne ricorderai ancora mentre faticherai a ricordare i volti di tutti gli altri concorrenti.

Insomma diciamo che si preannuncia una finale molto polically correct in cui di personaggi “grossi” non ce ne saranno e resteranno solo quelli che avranno avuto il merito di essere considerati i “meno peggio“. Sono già in finale Brice Martinet e Cecilia Rodriguez, che stando isolati per 3/4 di programma non hanno proprio avuto i tempi tecnici per iniziare a stare sulle palle al pubblico, sono in finale le Donatella che senza bisogno di litigare  hanno avuto il merito di riuscire a mettersi in risalto per il loro incredibile e sorprendente spirito d’avventura e andrà in finale Valerio Scanu che sulla carta era uno dei miei preferiti ma il cui cammino all’interno del programma è stato, almeno ai miei occhi, deludente. Conoscendo bene il carattere di Valerio, che tutto è meno che accondiscendente e accomodante, mi sarei aspettata fuoco e fiamme da lui in questa Isola, avrebbe potuto essere il protagonista indiscusso, e invece ha scelto la strada di Andrea Cocco, per dire. Di lui mi resteranno solo le risate per le varie imitazioni, l’empatia per la mancanza dei cani, la solidarietà per l’incapacità di asciugare del tutto il fisico anche se messo a riso e acqua e, sicuramente, mi resterà il ricordo della chiamata, per lui, da parte di Maria De Filippi. Mamma mia, signori, non so voi ma durante quella chiamata mi è venuto così freddo che ho dovuto prendere un altro plaid e avvolgermici dentro. Credo che una chiamata da parte della questura avrebbe trasmesso più calore umano, per dire. Marì ti si lovva sempre e comunque, sia chiaro, ma, ti prego, non telefonarmi mai!

Per concludere, dato che questo è il mio ultimo commento a questa edizione, mi limito ad esprimere due desideri: il primo è che vincano le Donatella. In una finale in cui nessuno dei finalisti ha spiccato per carattere, personalità e utilità ai fini delle dinamiche del reality spero vincano coloro che con la loro vitalità, la forza, l’allegria, lo spirito d’avventura e la caparbietà sono comunque riuscite a ditinguersi, a mettersi in luce e a lanciare un messaggio positivo. Peraltro, da donna, credo siano anche state uno spot assolutamente positivo per il genere femminile che oramai in tv sembra essere ridotto esclusivamente a due belle tette (possibilmente rifatte) e a un bel culo.

Il secondo desiderio è che, se ci sarà una nuova edizione dell’Isola, venga fatta fuori la Marcuzzi. Vi prego, vi imploro e vi scongiuro. Incompetente, pasticciona, incapace di tenere i tempi televisivi e assolutamente, totalmente, completamente e indiscutibilmente incapace di valorizzare il cast e le dinamiche del programma che, a ben vedere, quest’anno rispetto alle edizioni passate è stato di una mosceria unica. La Ventura è stata più fortunata ad avere concorrenti più stravaganti o la Ventura era semplicemente più brava a “muovere le fila” del suo programma portandolo dove voleva? Vi lascio con questa domanda e con una piccola galleria video che ci ricorda quando e perché aveva un senso seguire l’Isola dei Famosi.

 “Scusa se ho rubato io il cestino… avevo fame!!!!

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Carmen, se mi vuoi bene, fammi tornare!!!!!

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84 commenti

  1. proprio così.proprio per la questione ruoli.valerio non ne ha avuto niuno.è stato sottotono e parlava solo con voci altrui(e non mi riferisco alle imitazioni).la bertuccia si è afflosciata.per lei —no lite?non parte—.il bel madunin vinse già dalla prima inquadratura. quindi.restan gli spiritelli.se non altro ,vorrei prender ciò che prendono loro. rocco è un bifacce che le dimostra entrambe.che bifacce è?

  2. mai stata tifosa.non son neanche patriottica.pensa un po’.

  3. fino ad ieri ti avrei detto—buttati sulla buccina–.certa di non esser fraintesa.
    +ma tu non sei uno del popolo a cui piacciono quelle non false e bla?roba da alter ego ,fu?

    • no, no. Quello non è il popolo, come lo intendo io.
      Il popolo, come lo intendo io, è a C’è posta per te, a Uomini e Donne, in certi collegamenti dalla piazza quando ancora avevano un senso quel genere di programmi.

    • Un tempo all’Isola sbarcavano i non famosi.
      Adesso le Donatella.

      • gli usa e getta?gli utili per una soffiata di naso?gli utili di sfuggita?capii?

        • un tempo era quella la loro funzione.
          Adesso hanno deciso di utilizzarle altrimenti, questa leggerezza di cui tutti parlano.
          Non ho niente contro la leggerezza, una vecchina che si contenta del suo piccolo orto e canta stonata, un bambino che legge una favola a sua madre, ma le Donatella sono leggere o inconsistenti?
          E l’Isola è un reality o un siparietto?
          Il popolo, quello di cui parlo io, è anche spigoloso, vale per la commedia come per il dramma.
          Io sono un populista, è qualcosa che vivo.
          Credo e propagando una narrazione epica del popolo che non contempla questo genere di rappresentazioni.
          Capito come?
          Ma sto deviando.
          Valerio o Cecilia per me, Brice o gli spiritelli per te.
          Poi vince Rocco.

  4. oh, che meraviglisi ricordi!
    che perle di mitico trash!
    io ci aggiungerei giusto giusto albano e pappalardo 🙂
    un altro bel momento p stato il collegamento tra i ricchi e poveri con la loro ex-collega bionda…gli spiriti delle iene e dello yogurt scaduto facevano milano-honduras alla velocità della luce e la potenza era tale che fuoriuscivano dal televisore per tramortirti
    e muniz a mo’ di contrappasso, of course

    simona, torna!

  5. Non sono del tutto d’accordo.
    Anche io preferisco le persone che si espongono a quelle che, per ottenere consenso e plauso, diventano veri e propri camaleonti, però bisognerebbe distinguere l’esporsi dall’imporsi all’attenzione dello spettatore per puro esibizionismo e considerare che i concorrenti dei reality conoscono ormai a menadito i comportamenti funzionali e funzionanti nei programmi trash, quindi agiscono in un certo modo* non per restare fedeli alla loro personalità-nel bene e nel male- ma piuttosto per il terrore di passare inosservati.
    *Le risse, l’aggressività, il seminare zizzania, il mettere in cattiva luce gli altri, il manipolarli, l’onnipresenza, sono tutti comportamenti che pagano nei reality, perché movimentano le situazioni e creano dinamiche che catalizzano l’attenzione degli spettatori.
    Il premio sono i riflettori puntati, il protagonismo, le attenzioni (negative o positive, poco importa, no?) ma perché dovrebbe vincere colui che esponendosi ha tirato fuori solo il peggio di sé? La vittoria è in un certo senso un attestato di stima, mi sembra quindi logico che i parametri siano estranei ad una visione pragmatica in termini di intrattenimento, salvo stravolgere il concetto di meritevole per adattarlo a quello che risulta utile al fine di fare un reality di successo.
    Io non prenderei in considerazione solo il fatto che si siano esposti, ma valuterei anche la strategia e il modus operandi e alcuni dei personaggi che hai citato, Guendalina e la Elia, hanno avuto un comportamento pessimo. Per questo non hanno vinto, non perché si sono esposte.
    Non confonderei la personalità con un certo atteggiamento malevolo che funziona nei reality.
    Rocco è l’esempio lampante. E’ stato il vincitore predestinato dalla prima puntata, opinionisti e presentatrice gli hanno fatto da spalla, supportandolo e servendogli infinite occasioni per mettersi in risalto ed uscirne sempre bene.
    Rocco non si è esposto, gli è stato assegnato il ruolo del protagonista e ha recitato per tutto il tempo la parte del finto espiante pentito, simulando senso di colpa e farneticando su propositi di redenzione, al solo scopo di accattivarsi la simpatia del pubblico.
    Così egocentrico da essere convinto che il pubblico si sarebbe bevuto tutte le sue “dritte” sugli altri naufraghi. Il vero Iago è lui. La sua tattica è stata quella di infangare gli altri naufraghi, per instillare dubbi sulla trasparenza di questo o quello, per poi tradirsi ammettendo che a suo tempo ha demolito Diaco, reo di averlo messo di fronte ad una verità con la quale Rocco non era disposto a fare i conti…facile confessarlo ora che Diaco è fuori dai giochi.
    E’ semplice omologazione al prototipo del concorrente ideale da reality. E ormai ne abbiamo visti troppi per cascarci.
    Concorrenti di questo tipo devono restare in gioco perché utili, ma non devono vincere. 😀

    Il Cerioli è invece un eccellente esempio del concorrente (o del tronista), dotato di grande personalità, che si espone ma restando di fatto la bella persona che è, senza allinearsi a certi schemi e senza abbassarsi al livello del contesto. Essere se stessi ad ogni costo, non curarsi dell’opinione altrui, delle conseguenze, delle regole del gioco, senza adottare strategie di gioco, senza lasciarsi condizionare dalle aspettative. Metà mina vagante, metà bomba ad orologeria che si autodistrugge…Ma è un caso più unico che raro. 😛

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