Alessandro Greco: “Genitori, non siate amici dei vostri figli!”

Vero

Ha riscosso un grande successo con la sua partecipazione alla scorsa edizione di Tale e quale show, il conduttore Alessandro Greco. Tanto che è stato scelto per il programma Effetto estate, ogni mattina su Raiuno: “Questa mia avventura parte da molto lontano, dalla fiducia che ha riposto in me il direttore di Raiuno Giancarlo Leone a cui sono profondamente grato. Ho visto interesse nei miei confronti, sfociato nella conduzione del Festival di Castrocaro qualche anno fa e poi in Tale e quale. Effetto estate è arrivato sulla scia di questi successi e ho sposato sin da subito la sua formula: l’idea di intrattenere con leggerezza il pubblico. Il servizio militare che ho svolto per i Carabinieri mi ha abituato a fare le levatacce la mattina, ecco perché mi trovate già così pimpante!“. Quando gli si chiede delle sue compagne d’avventura, Benedetta Rinaldi e Rita Forte, Alessandro risponde: “Appena ho conosciuto Benedetta, ci siamo resi conto subito che avremmo potuto creare una bella sinergia. Idem con Rita. Sono convinto che anche il pubblico a casa percepisca questo feeling, così come il fatto che siamo prima noi a divertirci. Questa è la ricetta giusta per regalare ai telespettatori un segmento di spensieratezza, lasciando i temi più impegnati a Unomattina estate”. Quando gli si chiede cosa ne pensa la sua famiglia della sua estate tutta all’insegna del lavoro, risponde: “I miei figli ormai sono grandi e sono contenti di avere il papà fuori dalle scatole! Sono abituati a vedermi poco d’estate, perché conduco spesso eventi in giro per l’Italia. Mi ritengo un papà moderno, un genitore rock, ma consapevole delle responsabilità che comporta questo ruolo. Mi diverto a giocare ai videogiochi con mio figlio, ma al contempo sono attento al rispetto dei ruoli e delle regole. Alle nuove generazioni mancano spesso i punti di riferimento. Perciò faccio il papà tollerante, ma comunque non l’amico e lo stesso fa mia moglie”. Infine, ripercorrendo la sua carriera, racconta: “Sono un ‘palestrato da piazza’, nel senso che mi sono fatto le ossa e i muscoli nel contesto degli spettacoli itineranti. Non dimenticherò mai gli sguardi diffidenti del pubblico, quando non mi conosceva nessuno. E’ una bella palestra perché ti abitua davanti ad ogni forma di imprevisto: è grazie a quegli spettacoli se oggi so affrontare la diretta. Penso che una lunga gavetta sia ancora una validissima modalità d’ingresso nel mondo dello spettacolo e la consiglio vivamente ai giovani. Al tempo stesso, sono favorevole ai talent: fossero esistiti all’epoca in cui muovevo i primi passi, avrei partecipato. Certo, comportano dei rischi: ti fa partire al top, ma quell’occasione deve essere percepita come un punto di partenza, non di arrivo. Così si può trasformare il successo in popolarità e farla durare nel tempo“.

Fonte: Vero

 

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Un commento

  1. Giusto, i figli troveranno amici fuori casa, ma non troveranno genitori se non a casa.

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