Teresa Cilia dal trono di ‘Uomini e Donne’ all’ufficio di ‘C’è Posta Per Te’

Teresa Cilia e Salvatore Di Carlo

Le trasmissioni di Maria De Filippi hanno portato decisamente bene a Teresa Cilia che grazie a Uomini e Donne ha trovato l’amore e nel corso della sua partecipazione a Temptation Island 2 ha aggiunto mille altre motivazioni alla convinzione che sia Salvatore Di Carlo l’uomo col quale vuole condividere il suo presente e il suo futuro.

I due sono così felici e affiatati insieme che nei giorni scorsi hanno informato i loro numerosissimi fan del trasferimento a Roma, la magnifica città eterna in cui la coppia ha deciso di andare a convivere:

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Ma la regina di Canale 5 deve essersi molto affezionata all’ex tronista siciliana, tanto da decidere di offrirle un’altra importante opportunità che la Cilia non poteva che cogliere al volo. Ieri mattina, infatti, la bella Teresa ha condiviso sui propri social network l’immagine di un meraviglioso mazzo di fiori regalatole dalla sua dolce metà, accompagnato da una didascalia in cui lasciava intendere di aver ricevuto la sorpresa del suo Salvatore sul posto di lavoro:

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Ma che lavoro fa Teresa? E’ stato proprio lo staff della fanpage dell’ex tronista a spiegarlo ai seguaci più curiosi:

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Un grossissimo in bocca al lupo a Teresa da parte di tutto lo staff di IsaeChia.it per questa nuova e importante esperienza che sta intraprendendo… noi siamo sicure che ancora una volta darà il massimo!

E voi che ne pensate? Siete contenti per lei?

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242 commenti

  1. Leggo solo ora….
    Mah…io non sono d’accordo con altri interventi che ci sono stati- evidentemente sono un’aliena a pensare che le persone non dovrebbero essere assunte sulla base di simpatie, segnalazioni, conoscenze e raccomandazioni ma per le loro capacità, competenze, ecc. Nel curriculum vitae sono queste le informazioni che vengono inserite: studi, qualifiche, conoscenze informatiche e linguistiche, precedenti esperienze lavorative e punti di forza.
    Leggo post di gente che cade delle nuvole e che risponde piccata….
    Ma penso sia meglio non proseguire visto che gli animi si sono scaldati, almeno io preferisco fermarmi qui.

    Si è scatenato un putiferio e questo mi spiace. Non so se ho avuto un ruolo nel degenerare della discussione, a me sembra di aver espresso solo il mio personale punto di vista.
    Glitter, capisco che tu ti sia infastidita per quel “Glitter fa Glitter”, però posso assicurarti che tutto il discorso di Twentyh era riferito a me e non a te. Magari sapere questo può farti interpretare diversamente i suoi post. 😉

    • in via di principio siamo tutti per la meritocrazia, ma il curriculum è uno strumento informativo, non l’unico insieme di dati a disposizione. Ma il fatto è un altro: non ci vuole nessun titolo particolare per fare un lavoro non meglio definito.
      E non possiamo obbligare i lavoratori alle quote per merito, proprio perché il merito dovrebbe affermarsi da se. Dobbiamo invece imporlo laddove i soldi sono nostri. Proprio perché il curriculum permette a chi non conosce il candidato di stabilire la sua adeguatezza al ruolo. E noi dobbiamo poterlo stabilire. Perlomeno ci da quest’impressione.
      Inoltre non c’è modo per stabilire in anticipo se un lavoratore sarà più o meno utile di un altro lavoratore.
      Solo alcune parti del curriculum sono indubitabili, quelle riguardanti il titolo di studio, le certificazioni (non la conoscenza buona delle lingue scritte inserita nel curriculum sulla base di un’autovalutazione della propria competenza), le esperienze precedenti, quelle non in nero. Mentre magari a me sembra più importante capire quanto romperà le scatole per gli straordinari, ad esempio. O se è un tizio affidabile.
      Poi esistono mansioni più o meno specializzate. Ma è un altro discorso ancora.
      Come possiamo sapere il grado di specializzazione richiesto per una mansione non meglio precisata?
      Non mi sembra di dire qualcosa di inaudito.

      • volevo dire non possiamo obbligare i datori di lavoro.

        • Io ho ridotto all’osso il concetto e ho semplificato la questione e per l’ora e per la piega che ha preso il dibattito.
          Quanto scrivi sopra è condivisibile ma, secondo me, stai estendendo troppo il discorso. Il punto di partenza era l’assunzione della Cilia, e io ho generalizzato “usando” (in senso buono, non nell’accezione negativa) il suo caso per discutere delle assunzioni di conoscenti/amici/gente segnalata e raccomandata, quindi di situazioni analoghe.
          Lasciamo perdere la Cilia. E Tinì? E’ una brava opinionista? Arricchisce la trasmissione? Eppure è lì, viene pagata, è stata assunta da Maria.
          Forse non è del tutto infondato ipotizzare che Maria si circondi di gente incompetente, o no?

          • Se parliamo di Tinì non mi sembra contribuisca molto, ma non è un male, secondo me è lì per fare da bella statuina. Le daranno un tozzo di pane in onore dei tempi andati. Magari qualche anziano abbocca. Ma non saprei quali siano le credenziali per fare l’opinionista, il problema si pone ora, una volta che abbiamo stabilito che non fa niente di utile. Però sta lì. Magari basta quello. In fondo non è una vera opinionista, non sarebbe giusto che rubasse spazio ai professionisti del settore. Loro sono davvero utili. Pure Gianni. Lui è senza vergogna e va fino in fondo. Ovvio, in via di principio potrebbe esserci di meglio, ma il pubblico lo conosce e poi vale per tutti. Vivremmo nel terrore se a cose fatte dovessimo metterci a pensare che là fuori sicuramente, o quasi, c’è qualcuno ancora più adatto di noi a fare quel che stiamo facendo e che per questo dovrebbero licenziarci.

          • si.sono incompetenti.assunti per grazia ricevuta.e allora?penso sia tutta qua,la questione.quella manco ci chiede il canone.e la scarsa vitalità intellettiva di tinì ci fa congratulare con il QI in nostra dotazione.basterebbe non guardare.il potere del tasto sul telecomando.il potere al popolo coglione.lo dice la canzone.un click e la buttiamo giù dalla curva.lei e le sue scelte che non non condividiamo.che c’incacchiano.che ci fanno rabbia da frustrazione. ma che,a ben pensarci, in nulla ci danneggiano.buttiamola giù.lei e i suoi prezzolati. che nce vo?

          • coen, il discorso del telecomando lo condivido fino ad un certo punto.
            Chi continua a guardare il programma, ha i suoi motivi, ma non è consequenziale o implicito l’obbligo di doversi astenere dal fare appunti, osservazioni o esprimere giudizi negativi rispetto ad aspetti specifici.

          • Brava Coen, questo e’ il fatto. Se non ci piace, non lo guardiamo. Ci prendiamo un bel libro e niente stress. 🙂
            Ma siccome lo guardiamo (ancora), bisogna adottare una via di mezzo…eppure qua ci sono tante vie…difficile scegliere…che strada prendere… 🙂

          • jul,ma ci mancherebbe che ci astenessimo.è che ,ad un certo punto,mi scappa di venire al punto.e il punto è quello di partenza.maria de filippi ,da libera cittadina ,non servitora diretta dello stato,può scegliersi i collaboratori che le aggradano.e noi liberi e giusti nel darle della stupida volubile autolesionista.ma non sposta.maria de filippi può assumere chi vuole.alla pari di una casalinga che assuma la signora delle pulizie ad ore.punto.
            +terè,fatti onore.sono contenta per te.

          • Punto e a capo. 🙂 Ben detto!

          • E’ un’azienda privata, per di più televisiva e non è casa sua e il risultato- e tutti i fattori che portano a quel risultato- possono essere valutati dagli spettatori.
            Così come Mediaset ha il diritto di continuare a far presentare programmi ad un’incapace come la Marcuzzi, gli spettatori hanno quello di seguire format televisivi di loro gradimento ma al tempo stesso affermare che la Marcuzzi sia una miracolata senza che nessuno abbia nulla da ridire. Sua santità la Sanguinaria non è esente da critiche e i suoi programmi hanno successo per mille ragioni ma anche perché il pubblico non ha grandi pretese da trasmissioni di questo tipo. IMHO
            Nel calcio, argomento di cui non so assolutamente nulla, mi risulta che i tifosi contestino le scelte del Mister, o sbaglio? Eppure continuano a sostenere la loro squadra squadra. E così funziona in ogni ambito.

      • Io ho mandato per anni quotidianamente il mio curriculum a tutte le possibili immaginabili richieste di lavoro. Nessuna risposta. Nel frattempo mi sono data da fare, ho capito che il curriculum non serve a niente. Bisogna presentarsi.
        E’ una lotta dura. Non e’ per tutti.
        Essendo stata da tutte le due parti (assuntore/assunto), so per certo che ogni situazione singola e’ particolare e le generalizazzioni fanno veramente male.

        • Proprio per questo fatto della fiducia credo. C’è tutta una parte della microeconomia, la teoria dell’informazione, e si occupa anche di questa specifica asimmetria informativa, quella tra datore di lavoro e candidato. O datore di lavoro e dipendente. Anche se mo i controlli si stanno facendo sempre più stringenti.
          E se parliamo poi delle medio-grandi, chi seleziona il personale usa i requisiti soddisfatti nei curricula per scremare, perché c’è troppa offerta rispetto alla domanda. Di lavoro. Infine poi al più si sceglie a sensazione, al più seguendo un protocollo, ma non per scegliere il candidato migliore, ma per accellerare le pratiche. Di solito ad un certo punto si va a sensazione. Non parlo di quei lavori che fanno in due gatti, molto remunerativi, vicino ai vertici. Parlo del grosso del lavoro, sopratutto.

          • La microeconomia, la macroeconomia, il manager delle pubbilche relazioni, il PR delle pubbliche relazioni, l’ assistente delle pubbliche relazioni, l’ addetto alle pubbliche relazione, PR marketing, general marketing, supervisor marketing, assistant marketing..ecc… potrei elencare ancora almeno 100 di titoli (a mio parere) inutili e fasulli con lo stesso scopo: Prendere soldi dalla vittima! 🙂

          • però la microeconomia non una figura professionale.

          • Vuoi prendere in giro anche me? 🙂 L’ hai nominata tu o sbaglio?
            E’ una materia pallosissima…

      • e pure lingue scritte. Ho raddoppiato il verbo. Conoscenze delle lingue scritta/inserita nel curriculum. Mi sembra che il post partisse da un punto di vista, poi sono arrivato io e l’ho ribaltato, poi sei arrivata tu e hai rimesso in equilibrio. Ma non è che ci fossero frotte di sostenitrici di Teresa in questo blog. Semplicemente era difficile sostenere che fosse vergognosa un’assunzione del genere, ma possibile. Forse io non sarei intervenuto in un post di Teresanna e di conseguenza, hai ragione, si sarebbe proseguito nel dire che era scandaloso, ma dopo cinque commenti morta lì. Ma diro di più: se è vero che io sono intervenuto dicendo anche cose molto banali perché Teresa, lo stesso vale anche per, pensa un po, anche per te. Questo è quello che penso io. Nulla di grave, non vorrei che qualcuno si offendesse se dico cose del genere. Solo che se lo dico di me lo ipotizzo negli altri, una certa propensione ad intervenire o meno, e come farlo, sulla base del personaggio. Da questo punto di vista Glitter è diversa da noialtri. Perché non perde la lucidità, nel senso che li trova ridicoli tutti, mi pare di aver capito. Ed ha una buona parola per tutti. Ma non è una cosa negativa, è un modo di stare nel blog, anche apprezzabile. Mentre noialtri parliamo quando ci conviene, almeno in parte, secondo me.

  2. Disturbo di personalità multipla.

  3. Mah, dipende…forse…ma c’è modo e modo, credo…comunque…

  4. mah…. non metto in dubbio che l’esperienza si impara sul posto di lavoro e chiunque con buona volontà e impegno può fare molto.
    ma non mi piace questa spudorata raccomandazione… se al contrario stai sulle scatole alla Defy, le porte le trovi chiuse con catenacci, sbarre, ghigliottina e ponte levatoio.

    • Anche io la penso così. Va benissimo che abbia accettato, ci mancherebbe.. ma troppo facile la vita, in fin dei conti non ha dimostrato grandi capacità se non urlare e alzare l’audience di un programma, non so.. brutto mondo in cui crescono questi ragazzi, pensare che il mondo dello spettacolo sia un ottimo posto di lavoro è davvero triste, in più devi darti da fare per entrare nelle grazie di qualcuno.
      Sono perplessa.

      • io grazie a Dio lavoro. ma se fossi una ragazza laureata, seria, consapevole di essere in grado di prendere il lavoro con responsabilità, desiderosa di costruirmi un futuro e vedessi teresa che grazie alle simpatie ha trovato lavoro a mediaset, mi incavolerei parecchio!
        sono stata abituata a sudarmi le cose, a stringere i denti e andare avanti nonostante la cattiveria delle colleghe più anziane… buon per lei, ma non è comunque giusto.

          • Ma infatti, non capisco tutta questa polemica.Alla fine dell’articolo c’era la domanda: siete contenti del nuovo lavoro della Cilia?( e secondo me ci stava anche l’opzione: quanto ve ne frega del nuovo lavoro della Cilia?) e abbiamo dato i nostri pareri.Per me la Cilia non ha avuto nemmeno l’astuzia di afferrare al volo la seggiolina e tacere, per la smania di apparire.
            Non mi piace il messaggio che se vai in tv a far ridere i polli poi ti,piazzi e lo scrivo senza problemi.Che poi le aziende pubbliche assumino chi vogliono, che c’è gente che ha creato imperi con la prima media, che spesso purtroppo i lavori si trovano con la spintarella ecc…sono tutte ovvietà, che, per caritá, è lecito scrivere, ma senza attaccare chi la pensa diversamente.Non possso, ogni volta che sto per premere invio, farmi prendere da attacchi di panico per quello che accadrà.

          • inutile vivere come un attacco una controargomentazione.
            Tu dovresti poterlo scrivere e qualcuno controbattere.
            Altrimenti diventa un vero mortorio, ma almeno tu non hai attacchi di panico.
            Vada per il mortorio. Qui la gente tanto è come se già fosse morta.
            Fetta di torta vegan per te, Glitter. E tante parole rassicuranti.
            Hai detto, come al solito, cose molto interessanti e non banali.
            A differenza delle ovvietà dette da chi non la pensa come te.

          • Sei bravo a rigirare le frittate, caro il mio avvocato…..ma i post rimangono e chi vuole può leggere e farsi un’idea di come sono andate le cose.Prima attacchi, poi offendi sotto forma di falsi complimenti, propini pipponi pazzeschi di cui leggo la metà e alla fine dai la colpa a me di quello che hai fatto tu. Io purtroppo non sono avvocato e non sono brava a difendermi, ma una cosa è certa, non attacco mai nessuno.bye bye.

          • tuttavia io stavo bisticciando con Juless, non con te. Perché lei l’ha buttata lì, la storia dei sofismi, come durante l’altra discussione che ha avuto con me.
            I messaggi comunque sono lì, ed il grosso tra quelli che si sono espressi ti ha detto che non l’ha interpretata come te. Però sono d’accordo con te, in generale, sul concetto per il quale tu ti sei rotta la palle. Proprio perché il blog dev’essere un posto in cui si fanno vaghe affermazioni senza nessuna contestualizzazione, tra una faccenda e l’altra, e si riceve affetto incondizionato. Per cui, sulla base di un sacco di presupposti indimostrabili, si può dire la qualunque. Mentre non è un posto dove si ricorre alle teorie scientifiche ed alla statistica per supportare una tesi, che invece per essere condivisa deve suonare bene e collegarsi al sentimento prevalente riguardo a questo o quel personaggio, a questo o quel fatto. Anche perché, alla fine, non spostano di un millimetro.

          • Simpaticissimo come sempre.

          • georgie!!! eccoti qui! tu e la tua bella panzetta, un abbraccio enorme!

          • Io dico solo questo: potrò decidere io se mi piace il modo in cui commenti?
            A me piace. Poi posso pure darti ragione su sto fatto: ma perché bisogna parlare di come commento? Ma l’ho fatto solo per argomentare in una disputa, cosa comunque che non era il caso di fare. Però, come vedi, ma in questi mesi è successo più volte, io non ho problemi quando si esprime un’opinione su di me. Sui pipponi eccetera non ho battuto ciglio, in primis perché sono d’accordo, e poi perché se commento in pubblico le persone si formano un’opinione. Detto questo non si fa, quello che ho fatto io. Però quello che ho fatto non è quello che dici tu, anche se tu puoi pensarla come ti pare. Però posso averti rotto le palle e via dicendo. Quindi ti dicevo che ti farò il regalo che ti avevo già promesso.
            Ma che tu hai scordato, giustamente. Quando ho visto che hai scritto del tuo compleanno me lo sono segnato e mi sono detto: le farò gli auguri.
            Poi è andata diversamente. Ma comunque io sono d’accordo con quello che ha scritto BlackVanilla e sono d’accordo su quello che hai scritto sul mio modo di commentare.
            Avrò pure tanti difetti, ma non sono una persona che non sa accettare una critica quando è espressa a ragione. Buon compleanno Glitter.

        • la cilia è molto amata nel blog, tutto qui. 😉

          oh, elegantissima glitter tanti auguri!!!

  5. Elegantissime voi, che mi fate gli auguri senza chiedermi l’età!! Grazie, grazie!!!

  6. Sì, vabbe, intanto me lo ricordavo solo io che fosse il suo compleanno oggi.

  7. Dal numero e dal tenore dei commenti non vi dico (è la mia opinione, quindi opinabilissima) che questo possa diventare un caso nazionale, ma quasi.
    Perché è ESEMPLIFICATIVO della contraddizione tutta italiana in cui la MERITOCRAZIA è filtrata da TANTI FATTORI SECONDARI E, A VOLTE, FORSE, ANCHE FUORVIANTI, tipo le tanto amate o odiate (a seconda dei punti di vista) conoscenze.
    Di casi come questi ce ne sono tanti. Anziché scrivere qui, dovremmo scrivere ad una testata nazionale.
    Io concordo con Juless, appurando tuttavia che la realtà è ALTRA, quella che sappiamo tutti.
    Con ciò non voglio giustificare tale realtà, ma la sto soltanto analizzando.
    Concludo che non ho nulla contro Teresa che può avere le competenze richieste per la mansione che ricopre.
    Però è anche vero che riconosco di essere influenzata dal fatto di averla vista in TV, perché lei ha scelto di farsi vedere, e di aver dato quindi su di lei un giudizio di valore che riguarda la persona in generale, ovviamente non l’ambito professionale della stessa.
    E la persona in generale non mi era sembrata molto matura dal punto di vista relazionale. Siccome in un colloquio di lavoro le competenze relazionali ti aiutano in maniera SOVRABBONDANTE, mi chiedo solo quanto abbia giocato a suo favore, a questo punto, la “fortuna”.

  8. Glitter, premetto che adoro le tue battute e mai e poi mai vorrei provocarti un attacco di panico. Questo era lo zucchero, ora la pillola… 😀

    Quando un’assunzione avviene alla luce del sole, senza motivazioni latenti di natura illecita o scabrosa (vd. concorsi ad hoc, clientelismo, favori sessuali ecc.), non c’è alcunché di male: può piacere o meno ai terzi, ma l’accordo siglato dalle parti sulla base della stima e della fiducia non ha nulla a che spartire con la raccomandazione “sporca”.

    Di fatto non mi sono mai trovata nella condizione di giudicare dei candidati, ma concordo con Lafayette: qualora mi capitasse di doverlo fare, certamente darei peso solo in parte al curriculum, mantenendo un occhio (bello grande) di riguardo nei confronti della componente umana, in considerazione del fatto che le lacune sulla carta sono perlopiù rimediabili, mentre è dura raddrizzare le sorti se ci sono di mezzo limiti o incompatibilità caratteriali. Insomma, me ne fregherei quel tanto che basta dei titoli, delle stelline e delle medagliette pre-appuntate… dato che cmq non stiamo parlando di eseguire un’operazione a cuore aperto o di progettare un ponte!
    E la verità è che i criteri di valutazione (e in definitiva anche di merito) non sono perfettamente univoci.

    A me Teresa risultava abbastanza indigesta, ma se avesse rifiutato un’opportunità del genere (di questi tempi…) avrei pensato che è pazza (e credo che non sarei stata la sola); e la Defy a parer mio farebbe bene a vergognarsi in più di un’occasione (per es. quando imbastisce e fomenta le polemiche e poi fa il pippone ai litiganti…), ma per la libera scelta di un proprio collaboratore direi tranquillamente e assolutamente di no.

    Glitter, hai un anno tondo in più che ti grava sulle spalle: è questa la pillola! 😉

    • Io credo che nessuno obietti la possibilità di scegliere liberamente un proprio collaboratore o, dall’altra parte, di accettare liberamente una proposta di lavoro. Credo che i termini della questione girino intorno ai criteri con cui un candidato viene scelto. E’ vero che tali criteri non sono univoci e che variano dal mestiere richiesto ma una “linea di tendenza” su cui tali criteri debbano allinearsi ci dovrà pur essere (sono convinta che tutti, più o meno, la pensiamo così).
      Il fatto è, almeno per me, che mi domando se tale “linea di tendenza” dei criteri è stata presa in considerazione nella valutazione della Cilia oppure no. Se sì, in che misura o maniera?

    • Scusate, mettetela come volete.. sporca o pulita che sia, ma sempre raccomandazione è!
      Personalmente non sono d’accordo e non penso nemmeno lo meriti, sia lei che il suo compagno, ha fatto bene ad accettare ma il messaggio che passa non è molto educativo.
      Sono d’accordo sulla Defy ( fomenta e pipponeggia dopo!), aspettounaa sua risposta per difendersi le chiappe e far passare chi non approva per maligni, antichi o quant’altro.

      • Sì, concordo. Senza filosofeggiare, è una raccomandazione.
        Per questo dico che è grave.
        E potrebbe diventare un caso nazionale. E concordo anche col fatto che la Defy dovrebbe giustificare la scelta della candidata, molto chiaramente però.
        Altrimenti passa un messaggio brutto, come i soliti messaggi italiani.
        Secondo me bisognerebbe introdurre un qualche tipo di sanzione achi assume deliberatamente senza rispettare i criteri standard dei curricula.
        Peccato che sia difficile dimostrare il reato.

      • Georgie, prova ad immaginare di mettere su domani un’attività tua. E ti servono dei collaboratori (non soci, ma dipendenti stipendiati da te). Parlando così in generale, non penseresti in prima battuta a qualche amico, a qualcuno che già conosci? E non per far piacere a loro, ma proprio per una questione di fiducia tua…. Poi, certo, se tutti i tuoi conoscenti fossero incompetenti o non disponibili, dovresti mettere un annuncio aperto a chi non conosci…. O l’annuncio per principio lo metteresti fin da subito, immediatamente… per essere giusta e corretta…? Io francamente penserei prima a chi conosco e – tranne i casi senza speranza – tenderei in quella direzione… per quanto magari un estraneo sappia parlare meglio in inglese e conosca più approfonditamente excell…. Ma spererei che il mio amico ce la possa fare, che s’impegni, che apprenda in tempi rapidi e migliori…. E sarebbe una scelta ovviamente, mica una raccomandazione di chi o di che…. E’ raccomandazione se c’è opportunismo, non se c’è simpatia. Neanche a dirlo, completamente diverso il discorso se ricopri un ruolo nel settore pubblico, o quando di mezzo ci sono concorsi….

        Amedea, sì certo che qualche criterio oggettivo è necessario averlo (infatti può darsi che in un’attività mia alla fine mi troverei a scartare qualsiasi familiare, amico o conoscente, se tutti irrimediabilmente lontani dal possesso dei requisiti utili!), però appunto vanno valutati tanti aspetti nella scelta di un candidato… molto dipende anche dal grado di specializzazione richiesto dall’attività in questione e dalla velocità con cui eventualmente è possibile imparare ciò che serve e padroneggiare la mansione…. Ma di certo rischia molto chi sceglie i collaboratori esclusivamente o quasi sulla base di parametri rigidi, senza attribuire analoga importanza “all’effetto che fa”….

        • Ah, sono la persona meno giusta a cui fare tale domanda.. secondo il mio modesto parere, ai parenti/amici puoi chiedere sempre meno di quello che chiederesti ad un estraneo assunto, occhio alla fiducia perchè sono i primi che ti fregano.. ti da più cuore chi non ti aspetti.

  9. Raccomandazione è comunque la si veda un termine improprio. Che poi possa diventare un caso nazionale è improbabile, anche perché è la modalità prevalente d’assunzione ad ogni livello e perché è in qualche modo tollerata ogni volta che si vota per il grosso dei partiti che il grosso di voi ha almeno una volta votato. E lì sono soldi pubblici.
    Per non parlare di quando i vostri figli cresceranno. In generale penso sia molto improbabile che poi, nella pratica, da una parte o dall’altra della scrivania, direttamente o qualche amico o parente, non abbiate accettato qualche forma di corsia preferenziale e credo inoltre che sia nel complesso una polemica pretestuosa. Il che va bene, mica è un male, ma bisognerebbe anche accettare che qualcuno lo dica perché è solo la mia opinione espressa in pubblica rispetto ad un’altra opinione altrettanto espressa in pubblica, e vale come quella degli altri. Come quella di chi squalifica le idee altrui bollandole come esercizi retorici.

    • Twe, io voglio solo dire che non vanno mescolate le situazioni. La Defy ha il sacrosanto diritto di scegliere persone di sua fiducia (e se farà errori enormi e ripetuti – nessuno è infallibile! – ne pagherà le conseguenze in prima persona perché le diranno ciao-ciao e in tv nessuno la vedrà più…). E noi abbiamo tutto il diritto di criticare le sue discutibili scelte… ma senza mescolare il bambino all’acqua sporca e senza gridare allo scandalo dove scandalo non c’è!

    • Twentyh, immaginiamo che tu sia un giornalista che deve scrivere un articolo sul fatto: in maniera sintetica, chiara e incisiva che termine useresti?
      “Conoscenze sul lavoro”?
      “Simpatie nella valutazione professionale”?
      Se scrivi “raccomandazione” tutti capiscono e, nello stesso tempo, includi qualsiasi sfumatura di significato, cause ed effetti annessi che tu voglia esprimere.

      • Se vai su Repubblica li chiameranno profughi, se vai sul Giornale li chiameranno clandestini, magari sul Corriere verranno chiamati migranti economici, ma per ognuno di loro, ci sarà un termine preciso. Qui chi sarebbe lo sponsor e a chi verrebbe raccomandato lo sponsorizzato? Se è la stessa persona è difficile definirla una ‘raccomandazione’, proprio perché nessuno raccomanda a nessuno. Sarebbe una forma di raccomandazione implicita per la quale lo sponsor è anche colui a cui viene sponsorizzato il candidato, il che allontana dal senso che diamo usualmente al termine. Se uno chiama dei rifugiati migranti fa la stessa cosa. Il termine migranti è adoperabile anche per un rifugiato, ma esiste un termine meno equivoco. Mica siamo degli strilloni e non siamo qui per fare propaganda. È stata assunta perché conosceva il capo e lo conosceva perché aveva già lavorato per lei. Suona diverso da raccomandazione, no? Beh perché lo è, perché le parole hanno un significato. Non è filosofia, è buon senso. Poi se per te raccomandazione è un termine più adatto adoperalo, ci mancherebbe.

  10. Ok, anch’io farei così, sempre tenendo conto dell’esperienze pregressa nel settore di riferimento e delle relative competenze possedute dall’amico, parente, etc.
    Ma io non sono una persona che lavora in televisione, sono meno fornita di mezzi per reperire il personale.
    Io credo che la Defy abbia gli strumenti giusti per scegliere i suoi collaboratori.
    Inoltre lei, essendo un personaggio pubblico, secondo me, deve stare attenta a fare mosse false perché le stesse hanno una risonanza “etica” molto più significativa, sia nel settore lavorativo sia in quello privato.
    Ti spiego: secondo me cambia se do uno schiaffo al mio fidanzato o se lo do al Papa: è sempre violenza, ma dal punto di vista pratico credo che se do uno schiaffo al Papa come minimo mi cerca la polizia. Idem sul piano mediatico: lo schiaffo al Papa va sui giornali, quello al fidanzato in teoria no.
    Stessa cosa se è il Papa a dare uno schiaffo o il mio ragazzo a me. Ho preso cme esempio il Papa, ma potevo citare anche Giletti, la Clerici, un politico.
    Ultimo ma non meno importante: la Defy non dovrebbe provare simpatia per una che non è né sua amica o parente, però questo è soggettivo: magari considera Teresa una sua nuova amica.

      • Certo, su questo posso convenire: dove c’è risalto mediatico, sarebbe auspicabile maggiore attenzione e buon esempio. Però dall’auspicare qualcosa all’imporlo c’è di mezzo il mare…. Chi lo sa, magari Mary la volpe leggendo tutte le nostre critiche la prossima volta starà più attenta… però nel territorio suo è giusto sia lei a prendere i polli e le galline che preferisce….

        • per me Maria non ha il dovere di dare il buono esempio, anzi, trovo davvero noioso quando il sabato sera deve fingersi equa ed empatica anche quando non ce ne sarebbe nessun motivo. Ma lo fa perché il pubblico. E lo fa meno di tutte le altre.
          Io di certo me ne frego dell’esempio che da Maria, al massimo dovrà piegarsi all’opinione pubblica, come fanno le grandi multinazionali con le quote rosa come strumento di marketing, o il supporto alle grandi campagne di sensibilizzazione rispetto a temi che non competono loro. Tutta roba utile, per loro, forse per la società, ma a me non frega una mazza di queste cose. Credo che un datore di lavoro assuma come meglio par lui e se decide come assumere sulla base di un aggiornamento di stato dello staff di Teresa è un povero scemo.

          • Allora dovrebbe smetterla anche di sparare pipponi.. ma noi commentiamo anche quelli.

          • questo è vero, lei a volte fa di questi pipponi. Amici, essendo un talent, è costruito sull’idea della meritocrazia. Ma C’è Posta è costuito sull’idea del riscatto degli ultimi. E lei è più vicina a C’è Posta che ad Amici.

  11. Al di là di quella che è la realtà, che tutti conosciamo e comprendiamo, poiché non stiamo legiferando ma dibattendo, penso sia lecito affiancare all’analisi dei fatti il proprio personale punto di vista che è espressione di tante cose: esperienze personali e professionali, vissuto, indole, ideologia politica, valori, personalità, cultura, educazione, etc. Esporsi, rendendo pubblica la propria posizione non significa volere imporre qualcosa agli altri, anche quando si esprime un parere negativo in merito all’operato altrui o quando si manifesta una soggettiva percezione di un fenomeno.

    Personalmente credo che sia pericoloso non contestare in nessun modo a chi ha potere la libertà e il diritto di creare delle conventicole, dietro la creazione delle quali non ci sono solo pragmatismo e lungimiranza ma anche e soprattutto la volontà di preservare e consolidare il proprio potere e plasmare e influenzare la società secondo i propri principi.

  12. Per Twentyh.
    Te lo devo proprio dire: esprimi concetti condivisibili ma manchi del dono della sintesi e, in più, di quello della semplicità.
    Devi per forza scrivere difficile per scrivere corretto?
    Certo è che io non capisco, quindi il 50% della deficienza lo prendo volentieri io…ma l’altro tienilo te, per favore!
    Devo rileggere per capire quello che pensi e questo, secondo me, non è un bene.
    Premesso questo senza nessun astio, anzi con un po’ di simpatia (quasi assomiglio alla Defy con la Cilia! No, dai, la Cilia è la Cilia e tu non ti avvicini a lei assolutamente!), non mi hai risposto: come chiameresti il fatto?
    Quindi “raccomandazione implicita”? Dai, se fossi un giornalista non lo scriveresti, ne sono certa, perché nessuno capirebbe una mazza!
    A costo di essere un po’ imprecisi, useresti “raccomandazione” per forza, anche perché se la lingua corrente non è filosofia, non è nemmeno linguistica (cfr. F. De Saussure), disciplina che ti si confà!
    Per il bisogno di buon senso nella comunicazione concordo appieno, almeno a parole siamo d’accordo, c’è da vedere nei fatti però!

    • maria de filippi si autodefinisce raccomandata.lo ha ribadito in più di un’occasione.non fece casting,ai tempi.era una ragazzotta che si aggirava tra i corridoi mediaset.così la definì la Zanicchi.una senza arte né parte in nessun CV dello spettacolo.manco il sacro fuoco,aveva.era solo la pupa del boss.una che non avrebbe scommesso su sé stessa.il boss,si.e il boss non era uno di quelli che la prima tettona che passa.uno di quelli cara farò di te una stella.il boss credette in lei.a prescindere dal fatto che fosse la sua pupa.e quello è tutto,ma non fesso.ne converrete.
      maria de filippi fu scelta in base alla sensazione che ,da lei,si potesse ricavarne qualcosa di buono.in base ad una scommessa.a me,pare che il boss quella scommessa l’abbia vinta.c’è una sfilza di telecomandi pronti a sottoscriverla.
      magari maria de filippi vuole ricambiare il favore.com’è quella cosa del fato.mo non me la ricordo.sarà roba tra raccomandati.sulla fiducia.

    • Detesto la filosofia analitica, il circolo di Vienna e tollero appena la linguistica. Tuttavia esistono. E se secondo me si adopera lo stesso termine per due fatti diversi tra loro e sulla base dell’uso improprio di quel termine si costruisce una polemica è necessario arrivare ad una maggiore precisione. Per il resto io non voglio convincere nessuno, se poi convinco qualcuno bene, ma non mi metterò con il piattino in mano sul ciglio del blog, vale a dire che non farò concessioni che non mi sento di fare e non costruirò i miei messaggi per ingraziarmi la platea. Piuttosto leggo quel che scrivete voi e magari imparò qualcosa. Ma di certo non voglio diventare finto per vincere un dibattito di cui peraltro non importa nulla a nessuno, anche a me.

  13. Per 2coen.
    Dal punto di vista del dio Danaro il boss l’ha vinta e come, quella scommessa.
    Dal punto di vista della qualità del programma credo tu ne convenga con me che i programmi della Defy fanno parte della tv spazzatura che, per varie ragioni, anche noi guardiamo. Ma il fatto che noi li guardiamo non cambia quello che tutto il mondo pensante ne ha dato in modo unanime il seguente giudizio di valore: tv spazzatura.
    Pertanto che lei voglia ricambiare il favore può starci.
    Ma è a monte che il castello crolla.

    • Che cos’è il mondo pensante? E una volta stabilito che si tratti di tv spazzatura, se quello che serve è tv spazzatura, il mondo pensante dovrebbe riconoscere anche questo, perchè esiste un mercato per questo genere di contenuti, bisogna vedere se nel fare spazzatura si è efficaci o meno. Io non lo guarderei non mi piacesse. Quindi che me ne frega se il mondo pensante esprime un giudizio di valore. Il mondo pensante a cui fai riferimento non mi dice cosa fare e cosa pensare. A me piace guardare U&D, il trash è un modo di fare televisione, un tipo di televisione con determinate caratteristiche, adoperare l’espressione per esprimere un giudizio di valore è una questione di gusto, di cui a me poco interessa. Al mondo pensante non piace la De Filippi. Se il mondo pensante è McLuhan (ma lui ne avrebbe capito lo spirito) ascolterei rapito, pur mantenendo la mia indipendenza, se il mondo pensante è Aldo Grasso o il solito antropologo di seconda fascia che non sa più di che occuparsi sai che me ne frega. Magari poi è lo stesso che dice che Crozza fa tv di qualità o addirittura che è ‘un genio’. Io sono l’unico mondo pensante che conosco, e lo stesso vale per ognuno di noi. Per me è così.

    • convengo.e mi sento tanto gabbiano,pantecana,mosca,blatta.ora che mi appresto a guardarmi la prima puntata registrata dalla discarica.
      +il mondo pensante definì mina la peggiore tra le urlatrici.una scassatimpani.quando si dice pensare dai merli del castello.col ponte levatoio alzato
      +trattasi di azienda.e quel dio denaro firma centinaia di buste paga.ce ne fossero.

      • Mina un’urlatrice… non so, a me non pare affatto.
        Piuttosto tante cantanti di oggi che, più che urlare, davvero, non sanno fare (vedi Amici &Co).
        Il mondo pensante siamo noi.
        Io credo che pochi siano convinti che Uomini e donne sia una trasmissione di spessore.
        Ovvio, guardiamo un programma di mer…, ma ne siamo consapevoli.
        E’ come fumare e sai che ti fa male ma non riesci a non farlo, almeno per me è così.
        E’ come mangiare la Nutella perché ci piace, ma sappiamo che fa male: dopo, se uno/a vuol dire che secondo lui/lei non fa male, ok, evidentemente l’importante è crederci per questa persona!

        • quindi se facesse una trasmissione di spessore l’assunzione ti sarebbe stata bene?
          Quindi basta che ti trovo un caso di una trasmissione di spessore in cui in certi casi sono prevalse logiche di nepotismo, clientelari, raccomandazioni? In quel caso non avresti nulla da obiettare? Passaggio a Nord-Ovest. Quindi se Teresa fosse stata assunta da Maria De Filippi come centralinista a Passaggio a Nord-Ovest ti sarebbe stato bene. I risultati di una televisione commerciale hanno a che fare con gli utili che genera ed è sulla base di questi risultati che si decide il da farsi. Quando poi abolirai il mercato per tornare alla televisione pedagogica pagata con la tassazione … ma fino ad allora. E poi siamo nel blog di Isaechia perché tratta di.

          • Mi viene da ridere: ma che c’entra il tipo di trasmissione con l’assunzione?
            Questa è opinabile a prescindere dalla trasmissione.
            Il giudizio di valore sulla trasmissione è saltato fuori in seguito all’intervento di 2coen cui ho risposto.
            Si parlava del fatto che la Defy facesse lo stesso favore a Teresa in quanto destinataria in passato del medesimo. E si diceva che la scommessa sulla Defy raccomandata avesse sortito un buon esito.
            Ecco, si discuteva detto esito.

          • Scusa forse non ho capito poi il fatto della televisione commerciale, del mercato…
            Secondo te bisogna fare per forza tv di mer…per avere ascolti e per non pagarla con le tasse?

          • nella pratica, e non nella teoria, è secondario il discorso sulla qualità. Quando si parla di risultati si fa riferimento ai profitti generati.
            Ribattere con: ‘eh però la qualità …’ vuol dire buttarla in vacca.
            Poi esistono le realtà di nicchia che possono rivolgersi ad un pubblico più selezionato, c’è la teoria della coda lunga di Anderson e tutto il discorso delle tv via cavo, ma anche lì l’obiettivo non è la ‘qualità’, la ‘qualità’ è un mezzo per arrivare al profitto. Poi tu e il mondo pensante a cui ti riferisci ritiene sinonimi lo spessore di un programma e la sua qualità, ma questo è un fatto che riguarda te e il mondo pensante a cui t’appelli. Milena Gabanelli è stata raccomandata da Minoli. La prova che è possibile coniugare qualità, nel senso banale del termine, e assunzioni basate sulla conoscenza del candidato. Nella televisione pubblica peraltro. Dove ci si mette la faccia, non in un ufficio.
            Ora che Maria, considerata la collocazione nel palinsesto ed i numeri che deve portare a casa, debba o possa comportarsi come HBO, è ridicolo, perché si occupa di tutt’altro. Ma possiamo continuare a saltare di palo in frasca aggiungendo considerazioni ulteriori che non hanno nulla a che fare con l’oggetto della discussione: l’assunzione al cielo di Teresa.
            Per un ruolo non meglio precisato e secondo modalità che non ci sono note. Comunque non si tratta di essere autoreferenziali, si tratta di una considerazione epistemologica, io sono l’unico mondo pensante che conosco. E sono stato pure largo. Si potrebbe problematizzare anche il ‘pensante’ ed il ‘ conosco’. Comunque è vero che di Mina dicevano quel che dicevano. E se davvero il mondo pensante siamo noi tutti allora abbiamo voce in capitolo: in quanto mondo pensante mi oppongo alla tua generalizzazione. Io non penso che sia un programma di spessore, ma penso che sia razionale rispetto allo scopo, godibile, direi lo stesso di un romanzo di Dickens. Non di Kafka, non di Pynchon, non di Pamuk, ma di Dickens lo direi. E siamo nel blog di Dickens, quindi, ci piaccia o meno, rimaniamo incollati. I risultati.

  14. Non posso essere più seria e ragionevole: all'”assunzione al cielo di Teresa” sono cascata dalla sedia!
    A parte tutto, condivido con riserva da “Comunque” fino a “direi”. Mi piacerebbe approfondire e sarei capace di parlarne per ore, ma qui non è né il luogo né il tempo.
    Sarebbe lunghissimo il discorso su “tv – profitto -qualità” e non sono competente per portarlo avanti: mi tocca andare a cercare in Google alcuni tuoi riferimenti e non ce la faccio perché devo studiare per il Tfa.
    Mi piacerebbe parlare di questi aspetti del mondo della televisione perché non ne so molto e anche dell’assimilazione “Dickens-Uomini e Donne” (non capita, purtroppo) che se vorrai spiegarmi un giorno sarò contenta.
    Ciao

  15. e comunque, se dovessi fare della psicologia spiccia
    (oh, va bene, la faccio; ALERT: discorso spiccissimo e sicuramente sbagliato)
    direi che dopo aver tentato due volte il concorso di magistratura (mica cotiche) senza esito positivo s’è rotta le ovaia (e come non capirla)
    [io, comunque, la vedrei avvocato. penalista. ]

    e dopo un po’ s’è convinta (e infatti lo dice spesso) che se avesse vent’anni andrebbe a lavorare, che la laurea non è vero che serve ecc ecc ecc
    e così, quando ha potuto, ha messo in atto la sua filosofia, quando ha potuto ha creato un mondo in cui è lei a decidere, e, nell’esecuzione della sua personalissima discrezionalità, premia quelli che le vanno più a genio, perché le va così e quella volta lì ha creduto in loro

    le è riuscito molto bene, ma non è detto che ciò piaccia a tutti
    e chi non gradisce ha tutto il diritto di dirlo, anche se si diletta a guardare i suoi programmi nonostante (o proprio per questo) li consideri trash puro (ma fatto magistralmente, altro che fiction mediaset!)

    ed è lì che pecca, secondo me, la meri (ma l’ho già detto)
    è che non le basta e vuole il riconoscimento, vuole il controllo, vuole poter dirigere tutto (da dietro le quinte, peraltro)
    è che si picca in modo assurdo su aldo grasso (a cui, per me, sui suoi programmi è difficile dar torto, o comunque dire che non colga aspetti piuttosto preponderanti degli stessi)
    sulle opinioni negative di chi fa (e guarda) programmi agli antipodi (e magari guardicchia anche i suoi)
    si piccherebbe sicuramente se qualcuno le dicesse che la sua punta di diamante nasce costola (per quanto ben riuscita – non lo so, manco mi interessa a dire il vero) di qualcos’altro (una fanfiction di carramba)
    si piccherebbe sicuramente se qualcuno le dicesse che i wind music non sono nulla di nuovo, che esisteva da una vita il festivalbar (ma no, lei voleva una roba sua, in generale le piace prendere, masticare roba altrui e da quell’amalgama creare roba sua)
    che non ha creato il verbo e che la musica esisteva (e esiste) anche senza di lei

    eppure basterebbe che dicesse con la sua risata unica “ebbene sì, faccio (anche) programmi spazzatura. ma li faccio a regola d’arte, è per questo che non ne potete fare a meno”

    la verità con una burla
    una risata vi seppellirà
    allora sì, sarebbe la regina
    (ma non credo condivida la visione)

    vabbè, ho detto il mio cumulo di ovvietà, per oggi

  16. Ti devo di Juless che il tuo nuovo avatar mi manda in crisi: adoVo la santa Angelina in Maleficent ( e adoVo maleficent), ma il mio Fassy sbavv sbavvv….

    • Il MIO Fassy 😀 tornerà, tranquilla. 😉
      Per ora però mi tengo la mia adorata Angelina- Maleficent. 🙂
      Loro due, tra l’altro, sarebbero una coppia cinematografica esplosiva, entrambi sono dotati di un magnetismo sessuale pazzesco!

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