Osaremen Mangano racconta la sua storia di sofferenze: “Io, Miss Italia e il razzismo…Ma Denny Mendez mi ha aiutata!”

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Quest’anno il concorso per eleggere la più bella d’Italia ha fatto molto discutere, sia prima del suo svolgimento, sia durante, sia dopo. Ma se a far parlare in questi giorni sono state le dichiarazioni della Miss eletta, Alice Sabatini, ritenute inopportune dal pubblico, una delle novità del concorso è stata quella di ben due concorrenti di origini straniere. Tra queste, Osaremen Mangano. La ventiquattrenne italo-nigeriana era infatti l’unica di colore tra le 33 finaliste e proprio per questo ha ricevuto un messaggio da Denny Mendez, che nel 1996 è stata eletta la prima Miss Italia di colore. “Brava! Fatti valere, mi raccomando! Il 20 settembre io sarò negli Stati Uniti, ma guarderò la finale via web e tiferò per te” le ha scritto l’attrice. E Osaremen racconta: “E’ grazie a Denny se sono qui. Se non mi avesse sostenuta con i suoi incoraggiamenti nei mesi scorsi, non avrei trovato la forza di partecipare al concorso, trascorrendo l’estate tra una selezione e l’altra. Mi hanno convinta delle persone che conosco e che si occupavano delle selezioni a Vigevano. All’inizio avevo paura di partecipare, non trovavo il coraggio, ed è qui che è stata fondamentale la Mendez. Non la conoscevo, ma l’ho sempre ammirata e presa come esempio. Così un giorno mi sono collegata a Facebook e le ho inviato un messaggio quasi sicura che non mi avrebbe mai risposto, invece non è stato così. Mi ha risposto immediatamente, scrivendomi che secondo lei in Italia era giunto il momento di un’altra Miss di colore. Ed è così: un paese come l’Italia abitato ormai da ogni etnia e che sta vivendo, come il resto dell’Europa, il dramma dei profughi, non ci possono più essere distinzioni di alcun tipo. Vorrei vincere per tutte queste persone e per tutti quelli che vengono discriminati per il colore della loro pelle. Sto pensando anche al dramma dei neri d’America che quotidianamente subiscono violenze gratuite da parte di alcune ‘mele marce’ presenti nelle forze dell’ordine. Cerco un riscatto: io non ho avuto una vita per niente facile e tutto nasce dal colore della mia pelle. Mio papà era italiano, lavorava al Casinò di Saint Vincent, mia mamma è nigeriana. La mia famiglia italiana l’ha sempre tenuta lontana, non era contenta del fatto che mio padre avesse avuto due figli da una donna di colore. Anche per queste ragioni i miei si sono separati molto presto: io avevo 3 anni, mio fratello 4. Siamo rimasti a vivere con mio padre. Lo adoravo, era un papà stupendo ma, purtroppo, il destino me l’ha portato via. Anche qui c’è un mistero. Una mattina del 1996, io avevo sei anni, lo hanno trovato morto in casa a causa di un’overdose. Non si è saputo mai che cosa fosse successo. Lui non si drogava. Si era parlato di omicidio ma poi la mia famiglia non ha chiesto di proseguire le indagini, era tutto troppo complicato. Da lì, io e mio fratello siamo stati affidati ai miei zii di Vigevano. In sostanza non ho visto mia mamma per quasi vent’anni. Con i miei zii non sono stata mai felice e a 18 anni me ne sono andata a vivere da sola. Ho rivisto tua mamma quest’anno, dopo vent’anni. È stato come se vedessi un’estranea. E passato molto tempo, ma chissà, magari, prima o poi, le cose andranno meglio“. Quando le si chiede se ci sono stati altri episodi di razzismo nella tua vita, la vincitrice del titolo di Miss Rocchetta Piemonte e Valle D’Aosta racconta: “Sì. Soprattutto da bambina, all’asilo e alle elementari. Mi chiamavano ‘negra’ e io soffrivo molto, i bambini sanno essere malvagi a volte. Oggi sono felice, vivo con il mio fidanzato Luca, la persona più importante della mia vita, e lavoro sodo. Sono diplomata come geometra e da quando ho finito di studiare ho svolto molte attività, dalla barista alla cameriera nei locali fino alla pratica da geometra. Oggi ho imparato ad accettare il colore della mia pelle, mi piaccio così come sono e non mi cambierei mai e poi mai con nessun’altra ragazza al mondo!

Fonte: Top

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