Riccardo Scamarcio: “Le nozze con Valeria Golino? Non credo nel matrimonio!”

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Sul grande schermo Riccardo Scamarcio va all’altare con Laura Chiatti nel film Io che amo solo te, una pellicola brillante appena uscita nelle sale italiane. Nella vita privata, invece, il sex symbol pugliese non ha ancora la fede al dito. Ufficialmente è fidanzato dal 2006 con l’interprete napoletana Valeria Golino, più grande di lui di quattordici anni. Aveva deciso di convolare a nozze con la compagna ed erano persino apparse le pubblicazioni: il matrimonio si sarebbe dovuto celebrare con rito civile ad Andria, città d’origine della famiglia di lui. Ma il clamore suscitato dalla notizia ha fatto andare su tutte le furie Scamarcio che, allergico al gossip sulla sua vita privata, ha preferito posticipare l’evento. E sulla data delle nozze è giallo. Quando si nota che i protagonisti del film, Damiano e Chiara, decidono di sposarsi quasi per inerzia, infatti, lui commenta: “Credo che se si arriva a prendere una decisione così importante nella vita, come quella del matrimonio, non lo si faccia per inerzia. Per me è un passo importante come quando una coppia decide di mettere al mondo un figlio: è una scelta che rimane per tutta la vita“. E quando gli si chiede in modo diretto per quale motivo non si sia ancora sposato e continui a rimandare le nozze, risponde solo: “Per quanto mi riguarda, fino a oggi, io credo nell’amore e non nel matrimonio. Però nella vita si può sempre cambiare idea“. Quindi, tornando al film, aggiunge: “I protagonisti arrivano all’altare quando riescono a superare quel tipo di paura che, a volte, impedisce alla gente di fare il grande passo“. A fare da sfondo a questo matrimonio c’è la Puglia, la sua terra…”Secondo me è Polignano a Mare, la cittadina dove abbiamo girato il film, a essere protagonista. La particolarità della commedia è che ciascuno dei personaggi ha qualcosa che non va e il regista mette in evidenza i difetti di ognuno. Polignano, che è a strapiombo sul mare, ha contribuito a rendere l’atmosfera della pellicola ancora più magica. Il difetto del mio personaggio, Damiano, è la sua indolenza e la sua mancanza di coraggio: lui vuole scegliere, preferisce rimanere in una condizione d’incoscienza. A differenza di altre commedie basate sul cinismo dei protagonisti, la nostra ha un lato romantico, qualcosa che rimanda alle pellicole brillanti degli anni Sessanta“. Poi sul ritorno in scena con la collega Laura Chiatti dice: “Con Laura c’è una grandissima complicità. Quando una bella amicizia si sposa con un incredibile feeling professionale, lavorare diventa un gioco. Siamo cresciuti, però siamo gli stessi matti di una quindicina di anni fa, quando ci siamo conosciuti. In italiano si usa la parola ‘recitare’, ma in altre lingue il termine è ‘giocare’. Si dovrebbe giocare di più in generale, soprattutto a scuola“. Infine, quando gli si domanda oggi cosa è rimasto del ragazzo pugliese che a diciott’anni si era trasferito a Roma, conclude: “Ci sono alcuni ricordi che ogni tanto riaffiorano, magari mentre sono in automobile e attraverso i luoghi in cui ho trascorso la mia infanzia. Mi fa piacere provare ogni volta certe emozioni, vuol dire che sono vivo. Certo, sono cresciuto e gli anni sono passati, ma la mia essenza è rimasta uguale a quando ho lasciato la mia terra d’origine“.

Fonte: Nuovo

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