Antonella Clerici: “Grazie al mio compagno Eddy Martens ho aperto un ristorante. Ma non ci voglio nessun Vip!”

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Basta poco per mettere le persone a proprio agio e Antonella Clerici lo sa. Ed è per questo che, all’inaugurazione di Casa Clerici, il ristorante aperto vicino a Caserta, il popolare volto di Raiuno si presenta con un grembiule in vita e un paio di jeans. “Se sono riuscita a realizzare questo sogno, devo ringraziare soprattutto Eddy. Grazie a lui sono felice e il suo sostegno è stato davvero fondamentale” racconta lei. Il locale è molto grande, circa 600 metri quadrati, ed è realizzato a immagine e somiglianza della conduttrice lombarda, con una serie di oggetti e cimeli rappresentativi della sua carriera. Ci sono i libri di ricette, i biscotti e le marmellate preferite, gli abiti vaporosi che ha indossato e i tapiri d’oro conquistati, oltre a tante foto ricordo. “Solitamente quando un vip apre un ristorante, lo fa mettendo la sua firma 0 presentandosi qualche volta a mangiare. Io invece ho voluto mettere in piedi un locale che mi rappresentasse, un luogo vivace dove mangiare, fare merenda e bere un caffè. Niente cibi dietetici e niente pesce… Tutti sanno che a me non piace e proporlo sarebbe stato un controsenso. Mi affido ai miei cavalli di battaglia: risotto alla milanese, vitello tonnato e, ovviamente, le tagliatelle di nonna Pina! Piatti semplici, più che altro genuini. Voglio che la gente assaggi ciò che piace a me, quello che so cucinare e che rispecchia i miei gusti. Soprattutto i primi piatti: io adoro la pasta!“. Quando le si chiede se a casa sua la pasta la cucina il suo compagno Eddy Martens, lei risponde: “Qualche volta. Però mi fa assaggiare le specialità del suo Paese. Come la carbonade flamande, un tipico piatto belga, uno stufato con la birra dal sapore agrodolce, che richiede una lunga cottura. E spesso frigge le patatine. Dice che io le preparo male perché vado sempre di fretta! Lui invece e fissato per le giuste cotture. E’ stato lui a valutare tutti i progetti, perché io non avevo mai tempo. Credo che solo chi, come Eddy, mi conosce così bene poteva riuscire in un’impresa del genere. E poi ci ha messo l’anima, direi che oggi è più emozionato di me“. Ma quando si nota che è nata vicino a Milano e lavora a Roma e le si chiede perché aprire un ristorante in Campania, la Clerici spiega: “Da donna del Nord ho deciso di investire al Sud e in un centro commerciale, perché il pubblico cui mi rivolgo è quello familiare. Per mangiare qui si spendono circa 15 euro. Voglio far conoscere ai campani il mio piatto salato preferito: la piadina! Nel mio frigo c’è sempre il prosciutto, per farcire le mie amate piadine. A volte ci trovi anche l’insalata, ma è solo per lavarmi la coscienza. In dispensa ci sono la pasta e la salsa di pomodoro. Amo più il salato, ma la Nutella a casa mia c’è sempre, come i gelati! Perché tutto sia perfetto, la mia parola d’ordine è ‘freschezza’. Non sia mai che qualcuno mangi nel mio ristorante e si senta male. Dovrei chiudere domani!“. Quando le si chiede, invece, se a sua figlia Maelle questo posto piace, Antonella rivela: “Tantissimo. Maelle lo adora perché è un posto molto colorato, nel quale vede la sua mamma. Qui c’è davvero tanto di me e lei si sente a casa. Per me la cucina è un luogo divertente. Da bambina era il centro della casa, il luogo dove studiavo e giocavo. Volevo che il ristorante rispecchiasse questo. Papà aveva un colorificio, sono nata tra le vernici. Lui mi ha sicuramente trasmesso la passione per i colori. Mamma invece non era una gran cuoca, ma mi accorgo che i piatti che so cucinare sono gli stessi che preparava lei“. Infine, quando si nota che nel suo ristorante ci sono anche tanti schermi e le si chiede se si collegherà da La prova del cuoco, magari con degli ospiti vip, Antonella risponde: “La produzione sa di questa mia nuova avventura, ma sarà difficile che mescoli le due cose: farei pubblicità occulta e non è nel mio stile. Tutto quello che accade qui non c’entra nulla con la trasmissione. Certo, sono due mondi molto simili, ma la tv è la mia prima casa, il ristorante la seconda. A dicembre sarò più libera e verrò qui più spesso. Servire ai tavoli? Perché no, non sono mica una spocchiosa! Anzi, se necessario, mi metterò anche a lavorare in cucina. Vip nel mio ristorante? Nessuno! Ne ho piene le scatole, li vedo sempre… Preferirei che venissero gli amici e la gente normale: il mio successo lo devo a loro“.

Fonte: Nuovo

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